Si è molto parlato in questi ultimi giorni dei pignoramenti sui conti correnti da parte di Equitalia di stipendi e pensioni; purtroppo c'è da segnalare che il clamore suscitato da questa notizia ha generato molta confusione oltre che preoccupazione da parte dei cittadini italiani.

La questione riguardante la sospensione dei pignoramenti da parte di Equitalia ha generato non poca confusione, forse anche a causa di alcuni articoli equivoci e il fraintendimento di quanto dichiarato da Equitalia nella sua circolare interna. In particolare, molti hanno creduto che Equitalia avesse dichiarato di interrompere tutti i pignoramenti presso terzi.

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Purtroppo non è così, infatti la sospensione varrà soltanto per debiti nei confronti dello Stato di cui Equitalia sia riscossore. Andranno avanti invece, i pignoramenti delle altre società di riscossione come ad esempio, quelle che hanno ottenuto la concessione della riscossione da parte dei Comuni e di tutti i soggetti privati.

Così, per esempio, il fornitore del cliente moroso potrà continuare a pignorare il conto corrente del proprio debitore. Lo stop riguarda solo i pignoramenti non ancora iniziati, la circolare di Equitalia non dice nulla in merito ai pignoramenti già eseguiti e in attesa di assegnazione da parte del giudice della somma pignorata. Stando cosi le cose dovrebbe voler dire che non vi sarà alcuno stop per tali procedure.

La sospensione quindi vale solo per i pignoramenti in banca e non per i pignoramenti presso terzi, ma l'errore principale in cui molti stanno cadendo è quello di credere che Equitalia non effettuerà più alcun tipo di pignoramento presso terzi. Cosa che non corrisponde affatto al vero. Infatti, bisogna tenere presente che i pignoramenti presso terzi possono avvenire non solo in banca, ma anche presso il datore di lavoro per i lavoratori dipendenti e presso l'Inps per i pensionati.

Ebbene, lo stop di Equitalia riguarda solo i pignoramenti del conto corrente, comunque entro un certo limite e non gli altri tipi di pignoramento. Pertanto, chiunque sia debitore nei confronti di Equitalia potrà ancora subire il pignoramento dello stipendio o della pensione, rispettivamente nei confronti del datore di lavoro e dell'Inps, secondo le seguenti trattenute:- 1/10 dello stipendio o della pensione per i redditi inferiori a 2.500 euro, 1/7 dello stipendio o della pensione per i redditi inferiori a 5.000 euro, 1/5 dello stipendio o della pensione per tutti gli altri redditi. Il beneficio di cui si faceva riferimento nella circolare di Equitalia è, limitato al fatto che i contribuenti non subiranno il pignoramento del 100% dello stipendio o della pensione che viene accreditata in banca. Ma potranno subire il pignoramento solo presso il datore di lavoro o INPS, e comunque entro le percentuali che abniamo elencato.

Secondo quanto riportato nella circolare Equtalia può effettuare il pignoramento dell'intero conto corrente nei confronti di quei redditi o pensioni che, anche a seguito della trattenuta del quinto operata dal datore di lavoro, risulti essere di importo superiore a 5.000 euro. Si tratta di ipotesi molto remote ovviamente, specialmente per i pensionati si dovrebbe trattare infatti di redditi superiori a 6.000 euro.

La decisione di procedere allo stop dei pignoramenti in banca non è disposto da una legge, ma da una semplice circolare interna di Equitalia e per questo non può essere considerata una norma dell'ordinamento italiano, e quindi non applicabile da un giudice. Cosi se anche Equitalia non dovesse rispettare questo impegno, così come si dice in questo documento, per il cittadino che ha intenzione di fare ricorso ci sono davvero poche speranze.