Per i neofiti del Forex suggeriamo un approccio che consenta di fare pratica escludendo rischi di impelagarsi in trading su valute esotiche. Miriamo a favorire operazioni di trading sul mercato OTC basandoci su andamenti della coppia di valute come dollaro-euro. Sia che vogliate comprare o vendere euro, vendendo o comprando dollari, il controllo della situazione risulterà molto più semplice e intuitivo rispetto a quello di coppie tipo USD-YEN o GBP-USD.

Il motivo è semplice: la moneta americana è costantemente monitorata, data la grande mole informativa che ci perviene da oltre oceano, perché il mercato delle commodity a livello internazionale è agganciato alla banconota statunitense. L'euro, dal canto suo, è sia valuta ufficiale dell'Unione Europea che moneta unica per gli stati membri aderenti all'Unione Economica Monetaria. A farne parte son: Austria, Belgio, Cipro, Estonia (ha aderito nel 2011), Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia e Spagna.

E' pur vero che Gran Bretagna, Svezia, Norvegia non aderiscono all'Eurozona ma l'euro è spendibile anche entro i loro confini. Sostanzialmente 480 milioni di persone utilizzano euro nel mondo. Dunque la moneta europea avrebbe, in teoria, forza per competere ad armi pari col dollaro. Tuttavia i periodi durante i quali assistiamo a consolidamenti o deprezzamenti, ci rivelano che la ciclicità del rapporto si ripete determinando flussi positivi e negativi che, pur non preventivabili, possono essere seguiti e sfruttati grazie all'analisi tecnica e all'osservazione dei grafici.

Mentre nelle altre coppie le valutazioni riservano frequentemente sorprese dinamiche imprevedibili (basti pensare alle fluttuazioni dell'oro o dell'argento, rispetto al biglietto verde), nel cross USD-EUR gli spostamenti avvengono relativamente ad eventi determinanti.

Per esempio durante l'allarme Cipro il dollaro si è rafforzato sull'euro ma le oscillazioni hanno poi favorito la ripresa della valuta europea che gradualmente ha riecuperato quota. Il trader che opera con la tecnica dello scalping ha ben poco fieno da infilare in cascina ma chi punta sulle posizioni lunghe, dopo aver rischiato si scopre nel ruolo di "asso pigliatutto".

Recuperare le perdite virtuali e chiudere solo quando si ritiene di aver guadagnato il giusto è fisiologico. Servono nervi saldi e tanta, tantissima pazienza ma il gioco vale la candela soprattutto se si hanno buoni margini di resistenza e se non si è andati oltre le soglie ottimali del 2-3% del capitale di rischio. Diciamo che un'operatività basata sul lungo termine può garantire percentuali che fruttano dal 30 al 50% di rendimento. Per intendersi potendo contare su un capitale minimo di mille euro, acquistando o vendendo mini lotti di 2.000 euro/dollari e determinando il take profit rapido, short in positivo e long (altrettanto positivo) non appena sia possibile, al termine dell'arco temporale dei dodici mesi il capitale risulterà pressoché raddoppiato.

Se potessimo contare su maggiori risorse rischiando mini lotti (sempre nell'ottica di leva finanziaria adeguata) le ipotesi di ricavo scenderebbero al rapporto 20-40% che è sempre soglia di guadagno interessante. Nessun altro meccanismo finanziario potrebbe offrirci di più!