"I parlamentari del M5S hanno stabilito di rinunciare ad una congrua parte delle spettanze e, non potendo per legge lasciare tali somme a disposizione dello Stato, chiedono che la camera disponga un conto corrente ove versarli": ad esprimersi in questi termini il vice presidente della Camera, Luigi Di Maio, che sulla propria pagina Facebook ha annunciato l'intenzione dei parlamentari del M5S di decurtarsi una parte del compenso spettante e di riversarne l'ammontare in un conto predisposto ad hoc.

Di Maio ha pubblicato anche la lettera inviata la scorsa settimana dai segretari Riccardo Fraccaro e Claudia Mannino al presidente della Camera Laura Boldrini; significativo il passaggio nel quale i due chiedono l'istituzione di un capitolo di bilancio destinato alla restituzione di una parte del compenso volontariamente tagliato dai deputati.

Sarà la presidenza in futuro a chiarire la destinazione di tali somme, ma quel che è certo sin da ora è che il fondo sarà aperto ad ogni deputato che intenderà seguire l'esempio dei grillini decurtandosi una parte dello stipendio spettante. Continua dunque senza soluzione di continuità l'ascesa del M5S, indubbio protagonista (nel bene e nel male) dell'attuale scenario politico italiano; la scelta di rinunciare ad una parte delle proprie spettanze è indubbiamente forte ed incarna limpidamente lo sforzo che i grillini stanno compiendo nel tentativo di mutare le regole del gioco politico ed alterarne le tradizionali dinamiche di potere.

A questo punto desta curiosità la reazione che avranno gli altri parlamentari, raggiunti dall'appello/provocazione di seguire l'esempio e rinunciare ad una parte del proprio stipendio; da più parti si ritiene che l'appello cadrà nel vuoto, ma solo il tempo potrà fornire una risposta certa.