Con il decreto Salva Italia e il decreto semplificazioni, ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, viene oltrepassato il limite del quinto pignorabile. Tutti gli stipendi e le pensioni che superano i mille euro versati sul conto corrente postale o bancario, sono confiscabili integralmente.

Il decreto Salva Italia ha inserito l'onere di accreditare negli istituti di credito le retribuzioni che superano i 1000 euro, mentre il decreto semplificazioni ha confermato nuove barriere al pignoramento appresso terzi di stipendi e di pensioni allo scopo di certificare lo stanziare delle somme minime ai vincolati (1/10 sino a 2.500 euro, 1/7 da 2.500 a 5.000 euro, 1/5 per gli stipendi e le pensioni al di là dei 5000 euro).

La legittimità di questi limiti, è inerente solamente al pignoramento che giunge in maniera mirata da parte del datore di lavoro o dell'Ente Previdenziale, invece non di adottano nella circostanza in cui il pignoramento venga effettuato sul conto corrente: qualora lo stipendio o la pensione sia stato oramai accreditato in banca diviene confiscabile al 100%.

Ovviamente non vengono a mancare le proteste, come quelle attuate dal Movimento Difesa del Cittadino, che richiede veloci spiegazioni all'Agenzia delle Entrate.

Il direttore dell'Agenzia delle Entrate ha chiarito, che una volta accertato il credito tramite piattaforma telematica disposta a cura dell'Agenzia, nell'eventualità che, il creditore come gli enti locali e le Regioni, non paghino all'Agenzia l'ammontare del credito certificato, usufruito in risarcimento, il totale sarà riscattato a carico del medesimo ente, mediante trattenuta dal proprio ricavato fiscale.

Sarà poi l'Agenzia a dover comunicare il totale dei crediti non trovati a carico degli enti al Ministero dell'Interno, dell'Economia e delle Finanze, in modo che i medesimi ministeri possano bloccare le somme dai trasferimenti legittimi dallo Stato agli stessi enti con qualunque diritto.