Le poste dispongono di molti tipi di buoni, ma quelli che vengono più venduti sono quelli indicizzati all'inflazione italiana. Si chiamano Buoni Fruttiferi Postali J 35. Sono emessi alla pari (100% del valore nominale sottoscritto).

I buoni indicizzati all'inflazione hanno una durata massima di dieci anni dalla data di sottoscrizione e sono liquidati tenendo conto di due elementi, il capitale rivalutato sulla base dell'inflazione italiana e gli interessi.

Gli interessi corrisposti vanno da 1,09% al primo anno e rimangono dell'1,10% dal secondo al decimo anno. Il capitale si rivaluta a partire dal 1 anno. Gli interessi sono calcolati su base bimestrale in regime di capitalizzazione semplice e capitalizzati annualmente in regime composto.

Quello che si deve tenere presente è che gli interessi non sono corrisposti prima che siano trascorsi i diciotto mesi dalla data di sottoscrizione. La rivalutazione del capitale si applica a decorrere dalla scadenza del diciottesimo mese dalla data di sottoscrizione sulla base dell'inflazione italiana.

Tali buoni sono sottoscrivibili e rimborsabili per tagli pari a 250 euro e multipli. Interessante l'aspetto fiscale, tali buoni sono soggetti al regime dell'imposta nella misura del 12,50%. L'applicazione dell'imposta di bollo, in caso di rimborso anticipato dei buoni indicizzati all'inflazione rispetto alla loro scadenza naturale, può determinare un valore netto di rimborso inferiore al valore nominale sottoscritto.

Dunque fare attenzione a non riscuoterli prima dei diciotto mesi. Per i tassi dei buoni fruttiferi Postali J35 in vigore dal 10 aprile 2013 il valore è di 1,25% lordo, il netto nel primo anno è di 1,09%, NEGLI ANNI SUCCESSIVI è DELL'1,10%. Per tali buoni è ammessa la cointestazione a più soggetti, in numero non superiore a quattro, con facilità di rimborso disgiunto per ciascun intestatario. Non sono ammesse tra soggetti minorenni, né tra soggetti maggiorenni e minorenni.