Viene definita "presso terzi" questa tipologia di pignoramento, dopo pronuncia da parte di un giudice competente, da espressa facoltà a qualsiasi creditore, di promuovere un'azione legale nei confronti del "malcapitato" debitore, rivalendosi direttamente sul proprio conto.

Come si esegue?

Se un qualsiasi cittadino è creditore nei confronti di un determinato debitore, e quest'ultimo non possiede nessun bene, sia mobile sia immobile, il titolare del diritto di credito, ha la possibilità, dopo la sentenza del tribunale, di detrarre i fondi necessari al soddisfacimento dell'intero debito, direttamente dal c/c.

In sostanza il pignoramento è "l'atto con cui s'inizia l'espropriazione forzata processuale, consistente in un'ingiunzione che l'ufficiale giudiziario fa al debitore, astenendosi quest'ultimo da atti che possano sottrarre alla garanzia di uno o più creditori, determinati beni".

Spesso accade che la cifra in questione, non sia totalmente coperta per mancanza di fondi, in questo caso, il giudice, potrà decidere di pignorare lo stipendio o pensione, prelevando 1/5 dell'accredito mensile, sempre dal conto corrente.

In taluni casi il giudice stesso, può anche decidere di chiudere direttamente il conto, consegnando l'intero ammontare alla parte creditrice.

L'azione di pignoramento presso terzi è solitamente l'ultima fase del procedimento esecutivo, dove entrambe le parti, sono avvisati tramite l'ufficiale giudiziario.

Solo il pubblico ufficiale, investito dalla funzione di giudicare in un giudizio, può dare l'avvio al pignoramento, stabilendo tempi e modi di pagamento, spesso maggiorate degli interessi maturati nel periodo del debito.