L'educazione al risparmio non inizia con l'apertura di un conto corrente all'arrivo della maggiore età, ma va impartita alla nuova generazione già dai tempi del salvadanaio e del libretto di risparmio.

Il risparmio non deve essere presentato ai bambini come un ostacolo alla realizzazione dei loro sogni, una regola restrittiva che avvilisce e mortifica ogni desiderio.

E' importante sottolineare che accumulare denaro non è un'azione fine a se stessa, ma ha una finalità, altrimenti si rischia di confondere il risparmio con l'avarizia.

Prendiamo Paperon de Paperoni: trascorre le giornate a contare le banconote e a nuotare in piscine ricolme di monete d'oro, senza godersi i benefici della sua ricchezza.

La destinazione del proprio tesoro può essere se stessi o gli altri: è il concetto di mercato, un luogo di scambio che non ha ragion d'essere se ciascuno tiene per sé il proprio patrimonio.

Negli anni '70 e '80 in media una famiglia su tre apriva un libretto di risparmio per i propri bambini, oggi solo una coppia di genitori su 50 riesce ad accumulare un piccolo capitale per i figli.

Non c'è da stupirsi: in un periodo in cui i prezzi aumentano e gli stipendi diminuiscono, mettere via un gruzzoletto ogni mese è impossibile per la maggior parte delle famiglie.

Ma il problema è anche culturale: negli ultimi tempi, è venuta a mancare quella tradizione del risparmio che portava i nonni a nascondere le banconote sotto il materasso e i nipotini a "gonfiare" la pancia del maialino di porcellana con le prime monetine risparmiate dalle "paghette".

Bisogna cominciare presto a parlare di soldi con i figli, affinché non crescano "con le mani bucate", ma con la consapevolezza che risparmiare non è sempre facile, ma alla fine ripaga dei sacrifici compiuti.

Non è salutare che i bambini crescano con la convinzione che ogni desiderio sia raggiungibile subito e senza sforzi.

Per un bambino piccolo è difficile da capire: quando si va a fare la spesa, per esempio, si può spiegare che tra due prodotti di uguale qualità si può scegliere quello che costa meno, anche se ha un nome meno famoso. Anche mamma e papà devono dare il buon esempio e mostrare di saper controllare i propri desideri.

E' bene infine istruire zii nonni e parenti sul percorso che si sta facendo con il bambino, invitandoli a non esagerare con le paghette e i regali. La prima paghetta? Non prima degli 8-10 anni.