Le sentenze della Commissione Tributaria di Reggio Emilia e del tribunale di Napoli, hanno depotenziato il nuovo redditometro ideato dall'ex Ministro Tremonti e approvato dall'ex Premier Monti.

Infatti è stato rilevato che il redditometro viola la privacy del cittadino e l'accertamento induttivo sulla base dei dati statistici ha notevoli profili di incostituzionalità.

La violazione della privacy, ha sancito il tribunale di Napoli, avviene perché l'Agenzia delle Entrate raccoglie dati sul cittadino che sono di natura privata e che tali dovrebbero rimanere. Per quanto riguarda, invece, i dati statistici, è stato stabilito che quelli pubblicati dall'Istat riguardanti le spese degli italiani, in quanto medie ponderate delle spese di milioni di soggetti, non possono costituire un modello rigido per un singolo contribuente. E' quindi non è plausibile essere considerati evasori soltanto perchè non si rientra nei parametri stabiliti dall'Istat.

Le probabili modifiche che saranno apportate

Preso atto delle sentenze e delle molte critiche che il nuovo strumento ha sollevato, nella circolare applicativa, che è attesa in settimana, il Ministero dell'Economia e delle Finanze e l'Agenzia delle Entrate, stanno apportando delle modifiche.

Queste, dalle anticipazioni che circolano in queste ore, saranno le seguenti:

  1. L'accertamento induttivo del tenore di vita del contribuente e, di conseguenza, del suo reddito, potrà avvalersi dei dati Istat solo per alcune spese certe, come il condominio o le spese per l'autovettura, ma questi non potranno essere utilizzati per altre spese quali, il ristorante o l'albergo o le spese per l'alimentazione.
  2. Non saranno più richiesti scontrini e fatture per provare quanto si è speso. L'Agenzia, nel momento in cui sospetterà che le spese dichiarate non siano quelle effettive, dovrà chiamare il contribuente che potrà spiegare le discrepanze in un confronto con un funzionario.
  3. L'Agenzia non potrà più rilevare dati che fanno parte della privacy del cittadino, cosa questo significhi non è ancora stato chiarito, ma si suppone che si interverrà sullo spesometro e sul sistema di rilevamento dei dati per restituire al cittadino il suo diritto alla privacy.
  4. Le percentuali di scostamento tra le spese dichiarate e quelle supposte attraverso lo strumento del redditometro, saranno alzate. Al momento, al netto dei 12.000 euro annui di scostamento, applicati a tutti i contribuenti indipendentemente dall'entità delle spese dichiarate, la distanza tra queste e quelle dedotte dall'Agenzia non deve essere superiore al 20 %.
  5. gli uffici dell'Agenzia delle Entrate saranno invitati a gestire il contenzioso in tre fasi. Da prima ci sarà un colloquio tra un funzionario dell'Agenzia e il contribuente sospettato di non essere congruo che potrà rispondere alle contestazioni senza il bisogno di addurre prove. Se il sospetto persiste, si passa alla seconda fase nella quale l'Agenzia propone al contribuente di aderire all'accertamento induttivo. Nell'ultima fase al contribuente al quale è stata contestata un'evasione inferiore ai 20.000 euro, dovrà essere proposta una mediazione.