La nuova indennità di disoccupazione Aspi è una prestazione economica entrata in vigore il 1° gennaio di quest'anno che subentra all'indennità di disoccupazione ordinaria non agricola con requisiti normali per i lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che abbiano perduto involontariamente l'occupazione. L'indennità viene versata sul conto corrente e tra chi ne ha diritto sono inclusi gli apprendisti, i soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato, il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato e i dipendenti a tempo determinato delle Pubbliche Amministrazioni.

Non ne hanno, invece, diritto i dipendenti a tempo indeterminato delle Pubbliche Amministrazioni, gli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato, i lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per i quali resta valida una specifica normativa. Come si è accennato, l'indennità spetta nel caso in cui la disoccupazione sia involontaria (non deve essere conseguente a dimissioni o risoluzione consensuale).

Le persone interessate devono consegnare al centro per l'impiego più vicino alla propria località di domicilio una dichiarazione che attesti l'attività lavorativa precedentemente svolta e l'immediata disponibilità allo svolgimento di un altro lavoro.

Devono essere trascorsi almeno due anni dal versamento del primo contributo contro la disoccupazione; il biennio di riferimento si calcola procedendo a ritroso a decorrere dal primo giorno in cui il lavoratore risulta disoccupato.

La presentazione della domanda

Per poter ricevere l'indennità di disoccupazione Aspi, la domanda deve essere presentata all'Inps, esclusivamente per via telematica, in uno di questi modi: sul web accedendo al portale dell'Istituto Previdenziale; chiamando il numero telefonico 803164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06164164 (da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore); presso i patronati/intermediari dell'Istituto.

La richiesta si deve presentare entro due mesi dalla data di inizio del periodo per il quale spetta l'indennità, vale a dire l'ottavo giorno successivo alla data di cessazione dell'ultimo rapporto di lavoro; la data di definizione della vertenza sindacale o della notifica della sentenza giudiziaria o del riacquisto della capacità lavorativa nel caso di un evento patologico (malattia, infortunio) iniziato entro gli otto giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro; l'ottavo giorno dalla fine del periodo di maternità in corso al momento in cui cessa il rapporto di lavoro; l'ottavo giorno dalla data di fine del periodo corrispondente all'indennità di mancato preavviso ragguagliato a giornate; il trentottesimo giorno successivo alla data di cessazione per licenziamento per giusta causa.

L'entità dell'indennità Aspi e le modalità per riceverla

La prestazione è pari al 75% della retribuzione media mensile degli ultimi due anni, se è pari o inferiore all'importo stabilito dalla legge e rivalutato annualmente: per il 2013 è di 1.180 euro. All'indennità mensile si applica una riduzione del 15% dopo i i primi sei mesi di fruizione e un'ulteriore riduzione del 15% dopo il dodicesimo mese di fruizione. Il pagamento è mensile e, per chi ne ha diritto, include gli assegni familiari. L'indennità può essere riscossa mediante accredito su conto corrente bancario o postale o su libretto postale oppure tramite bonifico presso lo sportello di un ufficio postale.