Dopo tanti decreti, molte ipotesi e poche certezze finalmente è stata varata la versione definitiva del nuovo Redditometro 2013, uno strumento non molto ben voluto dai contribuenti italiani e che ora è stato alleggerito per poterlo rendere meno gravoso per le tasche di tutti i cittadini. I punti di controllo del redditometro rimarranno sempre uguali, l'azione del Governo sarà quindi sempre minuziosa e accurata. Quel che cambia è il modo di applicare il redditometro e il rapporto fra Stato e contribuente. La circolare definitiva uscirà fra qualche giorno.

In primis ci sarà un parziale allontanamento dalle medie calcolate dall'Istat. L'utilizzo di questi dati statistici aveva suscitato diverse polemiche in quanto l'utilizzo delle medie poteva influire in maniera troppo pesante sui contribuenti. Gli unici dati che verranno utilizzati saranno quelli legati alle spese certe, mentre per quel che riguarda i consumi giornalieri delle famiglie italiane gli agenti della riscossione assumeranno comportamenti differenti.

La lotta alla grande evasione resta un dato di fatto, come ha confermato lo stesso Attilio Befera, direttore di Equitalia. Verranno analizzati scostamenti tra entrate e uscite e il redditometro analizzerà principalmente i potenziali grandi evasori. La priorità andrà a loro, ma anche i piccoli evasori avranno l'obbligo di restare in guardia. Il redditometro, infatti, si prefigura come strumento di lotta totale all'evasione fiscale, senza escludere nessuno.

Gli ultimi due punti riguardano l'assenza di retroattività e il dialogo con il contribuente. Nel primo caso si va a risolvere quello che molti italiani consideravano come un problema. Per molti, infatti, il recupero di tutte le fatture e gli scontrini dei mesi precedenti era praticamente impossibile e molte famiglie temevano la stangata da parte di Equitalia. Con questo provvedimento il redditometro "taglia la testa al toro" e la questione è praticamente risolta. Il maggiore dialogo fra contribuente e agente della riscossione (Secit, Gdf o Equitalia) verrà introdotto per rendere meno teso il rapporto fra cittadino e diritto tributario. In questo modo, prima di arrivare al contenzioso, le parti procederanno ad un accordo sempre basato, si spera, su principi di ragionevolezza e flessibilità.