Il Sid è definitivamente entrato in vigore il 24 giugno, da lunedì i conti correnti degli italiani non hanno più alcun segreto per il Fisco, che è riuscito ad ottenere anche il benestare del garante della privacy e ad avere, quindi, libero accesso attraverso una sorta di anagrafe tributaria, ai conti correnti, ai conti deposito, ai titoli e alle carte di credito degli italiani.

In buona sostanza ormai i cittadini italiani non hanno più speranze di mantenere il riserbo sui loro risparmi, messi in "piazza" dall'occhio vigile di un "Grande Fratello", quello del Fisco, pronto a chiedere specifiche qualora il tenore di vita risultasse incongruente con quello dichiarato.

L'Agenzia delle Entrate, come ha tenuto a precisare il direttore Attilio Befera, farà di tutto per "stanare" i grandi evasori, questo dunque dovrebbe tranquillizzare, almeno in parte, gli animi dei contribuenti in possesso di conti correnti, titoli, conti deposito che poco gradiscono questa invasione, considerata lesiva della propria privacy.

Ad appoggiare le perplessità dei contribuenti italiani, ed anzi a rincarare la dose, vi sono Adusbef e Federconsumatori che non solo temono in un utilizzo non corretto del Sid, il nuovo sistema di trasmissione delle banche dati, ma che si augurano che i costi di funzionamento e trasmissione delle banche dati al fisco, l'infrastruttura trasmissiva dedicata allo scambio automatizzato delle informazioni con le banche, non vengano attribuiti agli utenti dei servizi bancari. Oltre al danno la beffa!

Il presidente di Adusbef, Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori con le loro associazioni hanno da sempre lottato contro l'evasione ma diffidano di alcuni strumenti messi in campo dal Governo per sconfiggerla, come appunto il Sid, avanzando seri dubbi su una lesione della privacy dei cittadini sui conti correnti e aggiungono:

"Non vorremmo che i consumatori ed i correntisti dei pessimi servizi bancari, oltre al danno degli elevati costi di gestione dei costi correnti più alti d'Europa pari a 295,66 euro contro una media Ue di 114 euro, si vedessero caricare anche gli oneri di trasmissione dei loro dati di movimentazione bancaria e con effetto retroattivo, come in uso nella prassi bancaria, visto che le informazioni relativi all'anno 2011, devono essere inviati entro il 31 ottobre 2013, mentre quelli relativi all'anno 2012 dovranno essere inviati entro il 31 marzo 2014. Adusbef e Federconsumatori, conoscendo le cattive prassi dei banchieri, chiedono che l'Agenzia delle Entrate chiarisca agli operatori finanziari ed alle banche, che successivamente ed a regime dovranno effettuare la comunicazione annualmente e trasmetterla entro il 20 aprile dell'anno successivo a quello al quale sono riferite le informazioni, che non ci saranno oneri per gli utenti per l'invio delle banche dati, e che sarà garantito il rispetto più assoluto della privacy dei correntisti dopo la loro ricezione".