Il conto corrente dormiente è un conto sul quale, per almeno 10 anni, non sono state effettuate operazioni finanziarie di nessun genere. A regolare la disposizione in materia è l'art. 1 del comma 345 della Legge 266 del dicembre 2005, che stabilisce come un deposito bancario di qualsivoglia natura venga giudicato 'dormiente' passati almeno 10 anni dall'ultima operazione finanziaria.

Il termine operazione finanziaria in questo caso comprende qualsiasi movimento di denaro o richiesta di estratto conto, ovvero qualsiasi entrata o uscita di denaro che consente al conto di mantenersi attivo. Cosa succede passati 10 anni dall'ultimo movimento? Poco prima che siano scaduti i termini, l'istituto di credito presso il quale il conto è presente, ha l'obbligo di inviare all'intestatario avviso scritto per informarlo che a breve il conto diventerà dormiente.

Se, trascorsi inutilmente i 180 giorni successivi, la Banca non avrà nessuna notizia dal proprietario del conto, quest'ultimo assumerà definitivamente lo status di 'dormiente'. Fino al 2006, il suo saldo veniva utilizzato per incrementare il fondo a favore delle vittime dei crack finanziari, così come stabilito dal Ministero delle Finanze (Legge Finanziaria 2006). Dal 2010 è stato istituito il Consap, ovvero un'agenzia controllata dal Ministero che raccoglie i fondi e provvede al rimborso ai soli intestatari che ne fanno richiesta.

Se ci accorgiamo che un anziano parente era in possesso di un conto corrente, ormai entrato a far parte dei conti dormienti, come possiamo chiedere il rimborso del suo saldo? Si tratta di una situazione piuttosto frequente, specialmente in tempi di crisi, e la procedura è abbastanza semplice. Collegandosi al sito del Consap, è possibile accertarsi di essere tra i nominativi degli intestatari di questo tipo di conto corrente e scaricare la modulistica per fare richiesta di rimborso.

La richiesta va inoltrata all'indirizzo della Banca, corredata dei documenti richiesti, con raccomandata con avviso di ricevimento.