Dopo aver tartassato i conti dei contribuenti italiani, il governo delle larghe intese, in difficoltà soprattutto dopo la condanna dell'ex premier Berlusconi del processo Ruby, per evitare la fuga delle imbarcazioni verso l'estero e la paralisi totale del mercato nautico, dovute all'aumento delle tasse di possesso e di stazionamento, ha cancellato la tassa per le imbarcazioni sotto i 14 metri.

L'aumento delle tasse, infatti, ha provocato un gettito fiscale molto basso e fatto tornare il mercato interno ai livelli di fatturato d 15 anni fa. Per evitare un peggioramento del mercato nautico nazionale, il governo ha varato il provvedimento che, inserito nel pacchetto del "Decreto Fare", cancella la tassa per le imbarcazioni sotto i 14 metri e dimezza la tassa per quelle tra 14 e 20 metri.

Ma non finisce qui, infatti, in vista della stagione estiva, il provvedimento varato introduce un ampliamento correttivo alla legge del 2003, che rendeva impossibile l'affitto della propria barca, a beneficio soltanto delle società di noleggio, dando così la possibilità ai proprietari di noleggiare l'imbarcazione, fino a un guadagno di 60 mila euro l'anno.

Dunque, nonostante l'instabilità del nuovo governo, un debito pubblico a rischio default e la minaccia di un prelievo forzoso dell'Ue, per contrastare il preoccupante declino dell'industria nautica, stagnante e in forte crisi, che ha visto la chiusura di molte imprese e la fuga delle imbarcazioni nei mari esteri, il governo ha varato un ampliamento del Decreto del Fare, detassando le barche italiane fino a 14 metri di lunghezza per l'estate 2013.