Su trentotto milioni di possibili contribuenti più di otto evadono le tasse. È questo il responso dell'Istat che ha analizzato gli evasori fiscali di città in città. E ha delineato un quadro abbastanza preoccupante. La media di evasione fiscale in Italia si aggira intorno al 20%, ma in alcune città si sfiora il 50%. Una percentuale elevatissima e, alla fine, a rimetterci sono gli stessi italiani.

Evadere le tasse, quindi, sembra essere diventato di moda. Il problema, però, è più radicato nel Sud Italia. Nella classifica stilata dall'Istat le prime trentaquattro posizioni sono infatti occupate da città del Meridione: il centro con più evasori è Crotone con il 43,5% di contribuenti mancanti mentre a seguire, sul podio, troviamo Agrigento (41%) e Cosenza (40,8%). Nelle prime dieci posizioni una regione molto presente è la Sicilia.

Oltre alla già citata Agrigento è possibile individuare Enna (quarto posto con 38,5% di tasso di infedeltà fiscale), Caltanissetta (37,8% al quinto posto) e Catania (decimo posto con 35,3% di evasione fiscale). Molto presente anche la Calabria con appunto Crotone e Cosenza e, inoltre, anche Catanzaro (37,6%) e Vibo Valentia (37,5%).

Le grandi città, invece, hanno tassi di evasione ben differenti. Partendo dal Sud si ha Napoli al tredicesimo posto con il 34,7% di "infedeli" mentre Palermo ha un tasso del 33,5%. Lecce è fermo al 31% mentre Roma è molto più in basso in graduatoria, avendo il 18,1% di evasori rispetto al totale. Al nord Milano è una delle città con meno evasori (12,6%), seguita da Parma (14,3%), Torino (15,6%) e Verona (15,7%). La città con meno evasori è invece Trieste con soli 13000 evasori su 163000 contribuenti potenziali in provincia.

L'azione del Governo volta a combattere l'evasione fiscale deve proseguire per ridurre progressivamente i "furbetti" del Fisco. Con un'azione unilaterale e univoca, senza distinzioni fra Nord e Sud.