Fisco, si chiama Sid, ed è entrato in funzione oggi: si tratta del sistema interscambio dati che consentirà all'Agenzia delle Entrate di poter acquisire autonomamente le informazioni relative ai conti correnti degli italiani dagli operatori bancari.

Il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, ha annunciato l'avvio di questo importante strumento anti evasione nel suo intervento al convegno, organizzato al Palacongressi di Rimini, "Tracce impronte e archivi finanziari. Un summit sulla lotta al crimine economico".

Ha poi aggiunto "Il garante della privacy ha detto che per poter acquisire i dati dei conti dei cittadini italiani, quei dati che riguardano la movimentazione e i saldi di inizio e fine anno, occorreva creare un sistema di interscambio autonomo rispetto a quelli attuali".

Il garante della privacy ha dato il suo benestare perché è stato creato quel sistema di interscambio autonomo richiesto, che entrerà appunto in funzione oggi, e permetterà di ottenere le informazioni direttamente dagli operatori finanziari.

Il nuovo 'Sistema di interscambio flusso dati' gestito dal Ministero del Tesoro punterà ad individuare in modo più chiaro gli evasori italiani, si tratta di una sorta di anagrafe tributaria che accedendo liberamente a tutti i conti correnti li analizzerà per verificare le movimentazioni in entrata ed in uscita sospette. Addio privacy!

Pare, però, che verranno tenute in considerazione solo alcuni dati generali e non verranno verificate le singole operazioni sui conti. Entro il 31 ottobre 2013 gli istituti bancari, le Poste italiane, le società di gestione del risparmio ed assicurazione e quelle di intermediazione mobiliare, saranno tenute a trasmettere al Fisco i dati relativi al 2011 e il 20 aprile del 2014 quelli inerenti il 2012.

Il Sid sarà "spietato" controllando saldo contabile di inizio anno (1 gennaio) e saldo contabile fine anno (31 dicembre) più il numero degli accrediti e addebiti effettuati in un anno, riuscirà a verificare tutte le anomalie. Il Sid controllerà carte di credito, cassette di sicurezza e conti titoli facendo un incrocio con i dati inseriti all'interno delle dichiarazioni dei redditi al fine di verificare tutto ciò che non torna al Fisco.

Dovrebbero, ma il condizionale resta d'obbligo visto che si tratta comunque della prima volta, essere sottoposti ad ulteriori controlli solo i furbetti, perché come già avviene per il redditometro, tutti i dati serviranno per creare la black list, dei soggetti a maggior rischio evasione, da fornire al Fisco per ulteriori approfondimenti.

Sarà davvero utile per la lotta all'evasione o alla fine nella mani del Fisco finiranno sempre i soliti noti?