Sanzioni salate e interessi in progressivo aumento. I potenziali morosi devono stare attenti, non pagare l'Imu (o pagarla in ritardo) può comportare multe e penalità da non sottovalutare. Il ritardo e la mora si accumula di giorno in giorno fino a raggiungere soglie pesanti per il proprio portafogli.

Il termine ultimo per versare l'Imu è scaduto il 17 giugno scorso. A distanza di una settimana l'Agenzia delle Entrate ha già messo le mani avanti cercando di individuare tutti i contribuenti che non hanno versato la rata sulla prima casa e tutti quelli che fanno fatica a pagare, per i quali lo Stato ha imposto comunque l'obbligo di pagare. L'operazione Imu porterà nelle casse 10 miliardi di euro puliti, ossia al netto di sanzioni e interessi sul tributo. Una cifra quindi destinata ad aumentare.

Esistono diverse fasce di sanzioni da versare ad esegibilità crescente. Se si paga entro il primo di luglio, con soltanto tredici giorni di mora, la multa sarà pari allo 0,2% sull'Imu per ogni giorno di ritardo. Si può arrivare quindi ad una multa massima pari al 2,6% se si dovesse pagare proprio il primo di luglio. Se invece si versa la prima rata fra il 2 e il 16 luglio la multa sarà del 3% fisso, senza previsione di aumento progressivo in rapporto ai giorni come visto in precedenza. Se il pagamento, invece è posticipato di un anno la multa sarà pari al 3,75% fisso.

Oltre i dodici mesi il Fisco diventa intransigente. Se il contribuente è moroso per più di un anno la multa sarà pari al 30% sul valore totale da versare a cui andranno sommati interessi legali pari al 2,5%, che possono essere incrementati dal comune fino a un massimo del 3%. Una cifra importante per limitare il rischio di aggiramento della norma.