Gli italiani ancora una volta non sono consapevoli circa il loro futuro previdenziale, non conoscendo le modalità ed il funzionamento del calcolo della pensione. Questo è quanto emerge da un'indagine condotta dalla Società per lo sviluppo del Mercato dei Fondi Pensione (Mefop) in collaborazione con l'Ipsos, che è stata presentata pochi giorni fa a Roma. L'indagine dal titolo "La previdenza pubblica e privata: cosa ne pensano i lavoratori?" ha coinvolto telefonicamente un campione di 900 lavoratori, dipendenti pubblici 15%, dipendenti privati 60% e indipendenti 25%.

Dai risultati emerge chiaramente la poca consapevolezza dei meccanismi attraverso cui opera il nostro sistema previdenziale soprattutto alla luce delle novità introdotte con la Riforma Fornero. Solo il 5% del campione ha dichiarato di essere molto informato sul sistema in vigore e di padroneggiarne le nozioni a fronte, solo per citare gli estremi dello studio, di un 9% che ha affermato di "non saperne nulla o quasi".

In merito alla questione sulla modalità di calcolo della pensione a loro applicata (contributivo, retributivo o misto) quasi il 68% del campione non è stato in grado di indicare il corretto metodo di calcolo della pensione.

Guardando invece i dati relativi alle aspettative sull'età di pensionamento, pare che sia cresciuta invece la consapevolezza che i requisiti d'età sono cambiati e dunque aumentati, infatti lo studio evidenzia un incremento notevole del numero di lavoratori che stimano di ritirarsi dal lavoro dopo i 65 anni.

Ancora ottimistiche invece, nonostante tutte le voci sul collasso dell'Inps e sulle possibili casse vuote dell'Inps dal 2015, le aspettative circa il futuro assegno previdenziale. Quasi il 50% del campione è convinto che riceverà una pensione tra i 600 e gli 800 euro.

Appare comunque evidente che il criterio di funzionamento pensionistico non è stato ancora del tutto compreso.