L'occhio attento di Serpico, gestibile con un semplice click, terrà sotto controllo tutto in Banca, dai conti correnti, le movimentazioni, gli assegni, i bonifici e gli investimenti. Non ci saranno più segreti per il Fisco, che potrà monitorare nei dettagli tutti i suoi contribuenti e valutare le movimentazioni sospette.

Il cervellone dell'Erario, così come si legge su "Il Mattino", è una vera rivoluzione del settore bancario e sarà certamente commentato dal Governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, durante l'intervento all'assemblea dell'Albi di inizio luglio.

Se da un lato il computer analizza-dati sarà in grado di mettere a nudo le movimentazioni sospette e gli evasori fiscali, dall'altro ha già destato qualche perplessità tra chi sospetta una mancanza del rispetto della privacy dei risparmiatori.

Serpico ha un funzionamento molto semplice. Grazie al solo inserimento del codice fiscale, il cervellone sarà in grado di accedere a tutti i nostri dati personali, come il conto corrente, gli ultimi movimenti di denaro, saprà se possediamo una casa o se paghiamo un affitto. Quali saranno i dati che emergeranno dai controlli di Serpico? Il computer analizzerà le spese, controllerà le uscite per le bollette, per la palestra o per i corsi professionali.

Saremo tutti controllati dal cervellone? No, ad entrare nel mirino del computer saranno specifiche categorie di contribuenti, considerati a maggior rischio di evasione fiscale. L'identificazione di queste categorie di contribuenti, che sono in fase di preparazione in questi ultimi giorni, scatta allo scostamento del 20% tra redditi e spese.

A dare il suo parere in merito è Vincenzo Moretta, presidente dell'ordine dei commercialisti di Napoli, che dice: "Il lancio dell'anagrafe dei conti correnti è un'iniziativa valida. E può avere senz'altro un impatto positivo per la lotta all'evasione nel Meridione. Ma non basta per risolvere il problema del sommerso".

Un altro commento arriva dal presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti, che afferma: "Il vero problema è se questa iniziativa servirà effettivamente a stanare i grandi evasori e non si tradurrà nell'ennesimo sistema vessatorio di chi le tasse già le paga. Diciamo sì alla lotta all'evasione, ma no ad uno stato di polizia".