Prendere in considerazione le vecchie regole (quelle antecedenti la riforma Fornero) per i docenti che avrebbero dovuto andare in pensione nell'anno 2011/2012: questa la proposta del ministro dell'istruzione Maria Chiara Carrozza, formulata negli scorsi giorni di fronte alle commissioni Istruzione e Cultura di Senato e Camera.

Il ministro ha annunciato l'intenzione del governo di introdurre, con una "normativa integrativa", una deroga alla riforma Fornero per il settore scolastico, in considerazione della peculiarità del comparto stesso. In sostanza, se la proposta verrà portata avanti, il personale scolastico che avesse maturato i requisiti previgenti nell'anno scolastico 2011/2012 potrebbe andare in pensione nell'anno scolastico successivo.

Una notizia che potrebbe fare molto piacere a tanti insegnanti, ancora in attesa di chiarimenti sul loro futuro lavorativo e previdenziale. In ansia soprattutto i cosiddetti "quota 96", ovvero quei lavoratori che, nonostante il compimento di 61 anni d'età e il raggiungimento di 35 anni di contributi, non sono riusciti ad andare in pensione proprio a causa della riforma Fornero.

Quello dell'istruzione è uno dei comparti maggiormente al centro del dibattito in materia di pensioni: l'ultima proposta è stata lanciata dai sindacati del settore, che hanno chiesto al governo una maggiore flessibilità.

Non solo pensioni: gli aspetti da cambiare nella scuola italiana sono molti. E tra le linee programmatiche del suo dicastero, il ministro Carrozza ha annunciato anche l'intenzione di lavorare per distinguere il merito dall'anzianità. Si prevede "un sistema di valutazione delle prestazioni professionali collegato a una progressione di carriera, svincolata dalla mera anzianità di servizio per dare il giusto riconoscimento ai docenti meritevoli costruendo un vero e proprio 'cursus professionale'".