Tema pensioni: gli esodati sono sempre più al centro del dibattito in Italia, e protagonisti della rivolta contro la tanto contestata riforma Fornero del lavoro e del sistema previdenziale.

Oltre a richiedere l'incostituzionalità, davanti alla Corte Costituzionale, della legge emanata sotto il governo Monti dall'allora ministro del welfare, alcuni comitati che riuniscono gli esodati hanno anche presentato una denuncia per "mobbing sociale". Vediamo tutti i dettagli.

In data 13 giugno è stata ufficialmente notificata al Ministero del Lavoro una richiesta di risarcimento del danno morale per "la disastrosa e dilettantesca gestione normativa e mass-mediatica della cosiddetta Riforma Fornero delle pensioni".

Gli attori in giudizio hanno firmato l'atto di citazione per risarcimento del danno morale da sofferenza e patema d'animo: sono 191 persone, ai quali si aggiungono 73 sostenitori. Sono in prevalenza componenti dei comitati spontanei di esodati, tra cui Contributori Volontari, Esodati, Mobilitati, Quindicenni ed Esuberati.

Attori che, in un comunicato stampa, tengono a sottolineare la natura dichiaratamente etico-morale della denuncia: i responsabili chiedono un simbolico risarcimento danni di 10.000 euro ciascuno, che secondo quanto dichiarato sarà quasi totalmente devoluto ad una costituenda Associazione senza fini di lucro con il fine di sostenere le famiglie indigenti dei colpiti dalla riforma previdenziale Monti-Fornero.

A patrocinare la causa saranno gli avvocati Piergiovanni Prof. Alleva e Francesco Alleva di Bologna. Il lavoro per reperire tutto il materiale che sarà portato in giudizio è durato quasi 6 mesi: da una parte tutte le dichiarazioni, spesso contrastanti fra di loro, del ministro Elsa Fornero sulla stampa ed i video televisivi; dall'altra diversi certificati medici attestanti le sofferenze e le malattie patite in questi 18 mesi dagli esodati.

Sotto accusa il "continuo allarme sociale e psicologico" causato "nei soggetti interessati dai provvedimenti in esame, mediante uno stillicidio di dichiarazioni e controdichiarazioni formali, ordini e contrordini, una vera e propria sequela di docce gelate ininterrotta durata mesi e mesi e fatta di promesse (poi mancate) che, nel loro insieme, hanno letteralmente demolito la tenuta nervosa degli attori". Il tutto, culminato in un mea culpa del ministro Fornero, "che ha candidamente confessato di essersi sbagliato nel computo dei soggetti esodati".

Ora la questione passerà alle aule giudiziarie. Ma la questione degli esodati rimane aperta: come si comporterà a tale proposito il governo Letta?