Tagli alle pensioni d'oro? La Consulta dice no, bocciando come incostituzionali i prelievi di natura fiscale che tocchino i soli pensionati, quand'anche titolari di assegni molto alti. Negli ultimi giorni si era riaffacciata l'ipotesi di un prelievo sulle pensioni oltre un certo importo, misura riconosciuta dal ministro del lavoro Enrico Giovannini come possibile strumento di maggiore equità tra i cittadini.

Ma la decisione della Corte Costituzionale, ora, potrà forse far cambiare idea al ministro e al governo Letta sul tema. La sentenza 116/2013, infatti, giudica incostituzionale un comma del decreto legge 98 del 2011, che disponeva un contributo perequativo per le pensioni oltre 90 mila euro lordi.

Stiamo parlando del famoso "contributo di solidarietà" introdotto dal governo Berlusconi nell'agosto del 2011, che prevedeva un prelievo del 5% della parte eccedente l'importo fino a 150 mila euro. Contributo che la Corte Costituzionale, apprendiamo ora, considera di natura tributaria e in cui ravvisa "un intervento impositivo irragionevole e discriminatorio ai danni di una sola categoria di cittadini".

La normativa, in particolare, contraddirebbe due articoli della Costituzione: il 3 e il 53. La Consulta riconosce, si legge nella sentenza, "l'eccezionalità della situazione economica", ma questo "non può e non deve determinare ancora una volta un'obliterazione dei fondamentali canoni di uguaglianza sui quali si fonda l'ordinamento costituzionale". "L'intervento - si legge in sentenza - riguarda, infatti, i soli pensionati, senza garantire il rispetto dei principi fondamentali di uguaglianza a parità di reddito, attraverso una irragionevole limitazione della platea dei soggetti passivi".