Capitolo pensioni: nelle intenzioni del governo Letta, tra le altre ipotesi di riforma, ci sarebbe anche l'idea di tagliare le pensioni d'oro. O meglio, di introdurre un prelievo sugli assegni più alti.

A riportare l'indiscrezione è Panorama, che cita una recente intervista del ministro del lavoro Enrico Giovannini: "Non si vede perchè nel momento in cui si chiedono sacrifici a tutti, qualcuno debba essere escluso" ha affermato il ministro rispondendo al Corriere della Sera.

L'ipotesi allo studio del governo, secondo le ultime voci, sarebbe quella di un piccolo prelievo per chi percepisce più di 3 mila euro, o addirittura di 2 mila (si può parlare di pensioni d'oro?).

Non si tratterebbe di un provvedimento inedito: solo nel recente passato, misure simili (anche se su cifre molto differenti) sono state adottate dal governo Berlusconi nel 2011, che ha introdotto un "contributo di solidarietà" del 5% sulla parte di rendita Inps superiore a 90mila euro lordi e del 10% su quella superiore ai 150mila euro, e dal governo Monti, che ha tagliato del 15% le rendite sopra i 200 mila euro.

Quale sarebbe il gettito di un tale provvedimento? Quanti soldi entrerebbero nelle casse dello Stato? "Una misura del genere - ha chiarito Giovannini nell'intervista - non porterebbe molti soldi ma sarebbe un'operazione di giustizia sociale". A fare una stima del potenziale incasso ci hanno pensato gli economisti del sito lavoce.info, che parlano di 1,5-2 miliardi annui.

Sicuramente una cifra lontana da quelle che servirebbero a migliorare i conti della nazione. Ma "il governo deve fare quello che ritiene giusto, equo, anche se non risolve tutti i problemi economici". In Italia, oggi, il 44,1% delle pensioni non arriva a 1.000 euro e il 13.3% (pari a 2,2 milioni di persone) non raggiunge i 500 euro. La misura, sempre se portata avanti, sarà apprezzata dal paese?