La detrazione per le ristrutturazioni edilizie fu introdotta dalla legge 449/1997 e gode ancora di ottima salute continuando a essere largamente apprezzata dai contribuenti che possono far respirare i propri conti. Gli ultimi interventi legislativi avevano prima aumentato la percentuale di spesa detraibile (dal 36 al 50%) e poi hanno prorogato la maggiorazione fino a fine 2013, allargandola anche ai mobili da giugno 2013, raddoppiando il tetto di spesa ammesso alla detrazione, da 48mila a 96mila euro, triplicando la detrazione massima consentita (prima era il 36% di 48.000, cioè 17.280 euro, ora è il 50% di 96.000, cioè 48.000 euro.

Dal 1 luglio 2013 a questo tetto di spesa si aggiungono altri 10.000 euro (quindi con detrazione massima di 5.000) per l'acquisto di arredi per l'immobile ristrutturato. Si prevede infatti che chi effettua lavori di ristrutturazione può non solo godere del bonus 50% per tali lavori, ma anche per acquistare mobili finalizzati all'arredo dell'abitazione. Nel testo del decreto si prevede infatti la possibilità di detrarre dall'imposta lorda dell'Irpef, fino a concorrenza del suo ammontare, il 50% delle spese documentate per l'acquisto di mobili, (in 10 anni per tutti i contribuenti con meno di 75 anni di età, in 5 anni per i contribuenti con meno di 80 anni, in 3 anni per i contribuenti con più di 80 anni. Va precisato che si tratta di una detrazione d'imposta e non di un rimborso.

Allo scadere del periodo di "promozione", il 1° gennaio 2014 (salvo ulteriori proroghe), il bonus fiscale tornerà alla vecchia aliquota (36%) e al precedente tetto di spesa (48mila euro). Non sono compresi nella detrazione gli acquisti di elettrodomestici, computer e televisori. I mobili in ogni caso devono essere finalizzati all'arredamento dell'unità abitativa oggetto di interventi di ristrutturazione edilizia.

Per fruire della detrazione è necessario che le spese detraibili siano pagate tramite bonifico bancario o postale da cui risultino la causale del versamento ("Saldo/Acconto Fattura n° xx del xx/xx/xxxx per ….. ai sensi della legge 449/97 art.1 - sconto IRPEF per interventi sul patrimonio edilizio"), il codice fiscale del soggetto che paga e il codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento. E' importante sottolineare che senza questi dati, le banche e le poste non possono effettuare la ritenuta del 4% a titolo di acconto dell'imposta dovuta dall'impresa che effettua i lavori. Per questo motivo i bonifici incompleti - secondo l'Agenzia delle Entrate - fanno venire meno il diritto ad usufruire della detrazione fiscale.

I beneficiari sono tutte le persone fisiche che ristrutturano un immobile posseduto a qualsiasi titolo (cioè i proprietari ma anche chi è in affitto o in usufrutto) entro il 31 dicembre 2012 o acquistano un immobile ristrutturato da imprese di costruzione o cooperative entro il 30 giugno 2013 (ma la ristrutturazione dev'essere conclusa sempre entro il 31 dicembre 2012. Le spese ammesse sono tutti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, per quanto riguarda le seguenti spese (progettazione, consulenza, perizie, esecuzione dei lavori, acquisto dei materiali, messa in regola degli impianti elettrici e degli impianti a metano, relazione di conformità dei lavori, imposte e altri costi burocratici, oneri di urbanizzazione e ora anche bonus). Sui lavori e i materiali è inoltre prevista, di regola, l'aliquota Iva agevolata al 10%.

Non è previsto nessun adempimento preventivo, essendo stato abolito l'obbligo di inviare la comunicazione al Centro operativo di Pescara. Occorre però sempre essere in possesso degli altri documenti eventualmente necessari per l'attività edilizia (Dia/Scia, concessione edilizia ecc.), da esibire in caso di verifica. Tutti i pagamenti all'impresa che svolge i lavori devono avvenire tramite bonifico bancario dal quale risulti la specifica causale del versamento e il codice fiscale di entrambe le parti (le banche hanno appositi moduli per questo tipo di bonifico). E' importante conservare le fatture o le ricevute fiscali per gli acquisti e le prestazioni detraibili e le ricevute dei bonifici come prova del pagamento.