Nel suo bollettino mensile la BCE ha oggi confermato che l'intenzione è quella di mantenere il costo del denaro sugli attuali livelli minimi, se non addirittura scendere sotto lo 0,50%, con lo scopo di attuare per tutto il tempo necessario una politica monetaria accomodante a sostegno dell'economia europea che ancora stenta a riprendersi dalla crisi; la stessa decisione viene dalla Federal Reserve, la banca centrale statunitense, il cui numero uno Ben Bernanke ha promesso di sostenere la ripresa dell'economia americana continuando sulla strada intrapresa ormai da anni, appunto quella dei tassi di interesse prossimi allo zero.

Le Borse europee stanno apprezzando queste decisioni delle banche centrali presiedute Mario Draghi e di Ben Bernanke: i mercati azionari di Milano, Londra, Francoforte e Parigi hanno aperto oggi con rialzi dell' 1% e lo spread Btp-Bund è sceso a 275 punti, quando ieri aveva chiuso a 279; nel forex si segnala una ripresa dell'euro sul dollaro, con appunto l'EUR/USD in salita dello 0,42% intorno a quota 1,30: segnale che ci sono meno timori sulla tenuta della moneta europea.

Dunque la BCE e la FED proseguono su strade parallele, quelle cioè di sostenere la ripresa della produzione emettendo più moneta, così che sia meno costoso il credito alle aziende ed alle famiglie; più nello specifico, nel bollettino mensile della BCE di luglio, si legge che "La politica monetaria accomodante della Banca centrale europea sosterrà la ripresa dell'attività economica nel prosieguo dell'anno e nel 2014; essa resterà accomodante finché necessario. Il consiglio direttivo della Bce si attende che i tassi d'interesse restino sui livelli pari o inferiori a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo. I rischi per le prospettive economiche dell'area dell'euro continuano a essere orientati al ribasso".

Il bollettino della Banca Centrale Europea continua sottolineando che la ripresa dell'economia continentale rimane incerta: "Il recente inasprimento delle condizioni nei mercati monetari e finanziari mondiali e le incertezze connesse potrebbero incidere negativamente sulla situazione economica. L'economia recupera, ma a ritmo moderato. Nell'eurozona l'attività economica dovrebbe stabilizzarsi e recuperare nel corso dell'anno, seppure a un ritmo moderato. Le piccole e medie imprese svolgono un ruolo fondamentale per l'economia dell'area dell'euro sul piano dell'occupazione e del valore aggiunto, la loro importanza economica è finanche superiore nei Paesi dell'area che registrano tensioni finanziarie più acute. Ma si trovano a dover affrontare maggiori difficoltà nell'ottenimento dei prestiti bancari rispetto alle grandi imprese, oltre a dover sostenere costi di indebitamento più onerosi".

La Banca Centrale Europea afferma inoltre che l'inflazione è sotto controllo nell'Eurozona.