Il conto corrente in Italia è troppo caro rispetto alla media europea: l'Adusbef, l'associazione dei consumatori presieduta da Ennio Lannutti, ha fatto un'analisi dettagliata dei costi di gestione dei conti correnti che sono attualmente proposti sul mercato italiano dalle banche ed il risultato, secondo i calcoli effettuati, dice che un consumatore spend, in Italia circa 180 euro all'anno in più rispetto alla media europea.

L'Adusbef, che ha mandato una denuncia al commissario Europeo dei Servizi Finanziari Michel Barnier anche in merito ai costi dei mutui in Italia, dà le colpe di una simile situazione principalmente a due motivi: il primo è la tanto sbandierata stabilità del sistema bancario italiano, vista in realtà come una mancanza di concorrenza, ed alla stessa Bankitalia che viene accusata di non vigilare a sufficienza, anzi di essere in combutta con le principali banche italiane; queste le parole di Lannutti: "È stato calcolato che tale presunta stabilità del sistema bancario italiano costa ogni anno ai correntisti e risparmiatori da 5 a 7 miliardi di euro di maggiori oneri, tra costi diretti e indiretti, come le spese di gestione dei conti corrente pari a una media che si può pacificamente stimare tra i 295,66 euro (fonte commissario europeo Michel Barnier) e i 320,5 euro (ultima indagine condotta da Adusbef e Federconsumatori)".

Vediamo allora alcuni numeri relativi ai costi dei conti correnti italiani che l'associazione ha redatto prendendo in esame i prodotti delle dieci principali banche italiane (dunque dell'85% dei conti correnti sul mercato): per un il pagamento di una bolletta si arriva fino a 4 euro, per pagare la rata dell'Imu fino a 5 euro, per un prelievo dal bancomat di un altro istituto fino a 2,20 euro, per lo scoperto in conto corrente anche a 20 euro, per un bonifico fino a 5,25 euro; il tutto poi si deve valutare anche considerando che i tassi di interesse attivi sono allo 0,01% per nove delle banche prese in esame, e allo 0% per la decima.