La BCE ha confermato l'attuale livello dello 0,50% per quel che riguarda i tassi di interesse, il costo del denaro che ha influenza anche su mutui, prestiti e conti deposito: ma la vera notizia è che Mario Draghi, il presidente della Banca Centrale Europea, ha esplicitamente dichiarato che l'Eurotower è intenzionata a perseguire la strategia della forward guidance, ovvero di voler mantenere il costo del denaro a livelli così bassi o anche inferiori per un lungo periodo.

La strategia dei tassi di interesse a livelli di pochissimo superiori allo zero è perseguita già da tempo dalle banche centrali statunitense e giapponese, la Federal Reserve e la Bank of Japan, con chiari intenti di disoccupazione, inflazione e indebolimento della propria moneta: ovviamente la BCE ancora non ha tali obbiettivi, si punta invece a stimolare l'asfittica economia continentale rendendo il denaro meno costoso (così ufficialmente si dichiara), ma si tratta in ogni caso di una svolta storica in quanto Mario Draghi è il primo presidente della Banca Centrale Europea che fa una simile affermazione e chi segue le vicende finanziarie internazionali sa che i suoi predecessori, Duisenberg e Trichet, hanno sempre risposto in maniera fumosa alle domande sulle future strategie monetarie, come lo stesso Draghi ha sempre fatto fino ad oggi.

Gli effetti del mantenimento del livello 0,50% per il costo denaro, ma soprattutto delle dichiarazioni del presidente, sono state nell'immediato un calo ai minimi da maggio dell'euro sul dollaro, sceso a 1,29 (cosa che interessa molto chi si occupa di trading forex), mentre per quel riguarda i tassi di interesse dei mutui variabili, indicizzati all'Euribor o direttamente al tasso BCE, si prevede un periodo in cui non ci saranno variazioni verso l'alto; lo stesso per quel che riguarda i rendimenti dei conti deposito.

Mario Draghi ha anche dato la sua consueta opinione in merito alla ripresa dalla crisi, che seppur prevista tra la fine del 2013 e l'inizio del 2014 sarà ancora soggetta a rischi di ribasso.