Buone notizie sul fronte dei mercati finanziari: arrivano dalla Bce e più precisamente dal membro del Comitato Esecutivo Joerg Asmussen che dichiara che la politica di acquisto di titoli di stato rimarrà in vigore per tutto il tempo necessario. Una boccata di ossigeno quindi per i Paesi in difficoltà economica come Grecia, Italia, Spagna e Portogallo, che usufruiranno di un ulteriore stimolo oltre alla liquidità del fondo di salvataggio europeo.

Ovviamente positiva la risposta delle borse europee che fanno registrare un rialzo praticamente ovunque: vediamo i risultati nel dettaglio (aggiornate alle 16.30 di giovedì 18 luglio):

  • Milano: + 2,52%
  • Londra: + 1,22%
  • Francoforte: + 0,84%
  • Madrid: 1,81%
  • Parigi: + 1,37%

Da oggi a sabato 20 luglio, a Mosca, si terrà invece il G20 su lavoro e finanza: all'ordine del giorno il problema della lenta crescita economica, l'altissimo tasso di disoccupazione raggiunto e la sempre più instabile volatilità dei mercati finanziari. Saranno presenti i governatori delle banche centrali e tutti i ministri delle finanze dei paesi coinvolti: l'Italia sarà rappresentata dai ministri Saccomanni e Giovannini.

In generale la vera notizia sulla crisi economica che si sta diffondendo ben cinque anni dopo il suo inizio è che le società di rating cominciano a perdere l'influenza di un tempo e non incidono più così tanto sui mercati. Esempio lampante è dato dal recente declassamento di Italia e Francia che non ha portato scossoni gravi ai listini. Le varie Standard&Poor's, Fitch e Moody's, diventate un punto di riferimento per gli investimenti finanziari, dopo lo scandalo Lehman Brothers del 2008, hanno cominciato a perdere la loro "reputazione". Il motivo? Se prima le agenzie di rating erano considerate come "veggenti" dell'affidabilità economica, ora sembra abbiano perso questo potere e come afferma Angelo Baglioni, economista dell'Università Cattolica di Milano, queste società "Ormai fotografano la realtà, non la prevedono più".