L'Agenzia delle Entrate aveva fatto tempo fa reclamo contro una ordinanza sul Redditometro emessa dalla sezione staccata di Pozzuoli, emanata in accoglimento al ricorso che un pensionato aveva fatto ritenendo che lo strumento di accertamento fiscale violasse la privacy, che ponendo l'inversione dell'onere della prova non rispettasse i diritti della difesa, che fosse incostituzionale: in queste ore è arrivata la sentenza del Tribunale di Napoli che accoglie il reclamo dell'Agenzia.

Tuttavia si tratta di un accoglimento per vizio di forma visto che gli atti relativi a questioni fiscali possono venire impugnati solo davanti le commissioni tributarie, pur in presenza di dubbi in merito i diritti delle persone o la costituzionalità violata: dunque il Tribunale di Napoli non ha potuto neanche entrare nel merito delle problematiche presunte del Redditometro, rinviando così probabilmente la questione ad altre sedi, questione che è già stata comunque oggetto di diversi ricorsi.

I contribuenti italiani, oltre ad aspettare quindi che le autorità decidano sui destini del Redditometro, ancora stanno attendendo che l'Agenzia delle Entrate emani il provvedimento applicativo: ad ora l'unico provvedimento è stato quello che precisava su una specie di franchigia di 12.000 euro sotto i quali non vengono considerate le differenze tra tenore di vita di 1000 euro mensili di entrate ed il reddito dichiarato.

E' fondamentale sapere come il Fisco applicherà il Redditometro perché ciò influenzerà anche i ricorsi giudiziari che possono seguire i controlli effettuati.