A causa della lotta all'evasione tutte le potenze economiche mondiali continuano ad avere gli occhi puntati sul regno indiscusso della piazza finanziaria e della privacy bancaria: la Svizzera. Il paese, infatti, secondo quanto riporta il Wall Street Journal, nonostante ad oggi rimanga il maggior centro per la custodia dei patrimoni offshore, custodendo circa il 26% del mercato globale, sta conoscendo una preoccupante fuga delle banche private.

I tempi sono cambiati anche per il paese elvetico: la fuga in atto, dovuta al pericolo dell'abolizione del segreto bancario introdotto nel 1934, potrebbe mandare in frantumi, anche se lentamente, lo status privilegiato della Svizzera.

Infatti, tutti gli imprenditori e tutti gli istituti di credito che avevano aspirazioni nel settore del private banking, ora devono fare i conti con una fuga delle società finanziarie, poiché il segreto bancario rischia di scomparire da Berna.

Dunque per gli esperti economisti e per i mass media, il segreto bancario elvetico avrà vita breve. Nel frattempo la crescita dei costi necessari per rientrare nella legalità in Svizzera sta facendo crollare i profitti delle aziende, e il numero di banche straniere con sede in Svizzera è sceso a quota 129 a fine di maggio, dai 145 d'inizio 2012.

Anche secondo il parere dei banchieri, consulenti e degli analisti intervistati dal Bloomberg, un incremento dei controlli bancari, potrebbe far scattare una preoccupante fuga delle banche private nei prossimi 12-18 mesi, come accade alla HSBC Holdings la prima banca privata, che potrebbe vendere una o più divisioni nei prossimi mesi, secondo quanto segnalato a maggio dall'amministratore delegato Stuart Gulliver.

Ma non finisce qui: impegnata nelle operazioni di acquisizione e fusione è anche la compagnia di Assicurazioni Generali che aveva messo sul mercato BSI Group, la famosa private bank con 140 anni di vita e con sede a Lugano.

Purtroppo non sarebbero casi isolati, ma i primi segnali di un radicale cambiamento dei tempi, infatti, secondo quanto riferito dall'analista di Mediobanca Christopher Wheeler, presto anche altri istituti di credito potrebbero seguire l'esempio di HSBC e Generali.