Chi ha un conto corrente estero non è affatto detto che sia un evasore fiscale: si tratta di una generalizzazione, di un'idea sbagliata che nasce dalla considerazione che comunque i grossi evasori spesso hanno conti correnti in paradisi fiscali per non pagare quanto dovuto al Fisco italiano; in ogni caso, che si tratti di contribuenti onesti che vogliono magari ricevere rendimenti maggiori per le proprie liquidità piuttosto che di veri furboni, tra redditometro ed anagrafe dei conti correnti la Guardia di Finanza e l'Agenzia delle entrate hanno l'opportunità di richiedere informazioni a banche ed intermediari finanziari su operazioni ritenute sospette: vi è una precisa legge europea a riguardo che consente tutto ciò, la 97/2013.

Si tratta di una interessante novità in quanto fino a poco tempo addietro i controlli fiscali sui conti correnti esteri erano possibili solamente verso soggetti che già erano stati segnalati alle autorità finanziarie e verso i quali c'erano già provvedimenti in corso.

Ma comunque sulla questione non vi è ancora chiarezza, certe questioni procedurali non sono ben chiare e soprattutto è difficile dire chi potrebbe essere effettivamente oggetto di controlli: tra le pieghe delle norme vigenti e delle circolari dell'Agenzia delle Entrate si leggono termini come "categorie di soggetti", "masse di contribuenti", "posizioni soggettive", "gruppi di contribuenti non specificatamente individuati", che non rendono per nulla l'idea di cosa sia cambiato, o di cosa stia cambiando, per quel che riguarda l'effettività dei controlli sui conti correnti esteri.

Alcune specificazioni delle autorità competenti parlano anche di "indagini circostanziate, non richieste casuali", ma simili specificazioni non aiutano a risolvere i dubbi: un piccolo correntista che avendo per esempio la possibilità di un conto corrente a Santo Domingo (dove i tassi di interesse sono anche superiori rispetto ai nostri conti deposito) grazie al fatto di essere sposato ad una donna del luogo e che sposta i suoi risparmi dal conto italiano a quello estero (tutto legale se dichiara quanto fa), potrebbe essere più soggetto a controlli di un medio-grande investitore che mette una volta sola grandi liquidità di denaro in un conto alle isole Cayman?