La crisi picchia ancora duro in Italia sui bilanci della banche. Siamo ben lontani dai momenti vissuti in passato, quando era emerso il rischio della tempesta perfetta, quella che avrebbe fatto affondare il nostro Paese sotto il peso del debito. Pur tuttavia ancora ci sono banche i cui bilanci risentono delle sofferenze, peraltro in crescita, e di qualche operazione sbagliata. Ed allora, i nostri soldi, magari messi in un conto deposito, sono tornati a rischio?

Ebbene, al pari dei conti correnti, i conti deposito godono delle tutele offerte dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, che entra in gioco proprio nel momento in cui una banca dovesse andare in default.

In questo modo il piccolo risparmiatore è tutelato visto che con il Fondo sono garantiti fino a 100mila euro per depositante con riferimento chiaramente a banche che operano in Italia. Ed in ogni caso, se il risparmiatore ritiene di dover cambiare banca, di norma è possibile dirottare i soldi di un conto deposito presso altri istituti.

Questo è sempre possibile se la liquidità presente sul conto deposito è libera. Il discorso cambia invece se i soldi sono parcheggiati in un conto deposito con vincolo. In tal caso infatti ci sono prodotti che non offrono lo svincolo anticipato rispetto ad altri che lo permettono. Ed in quest'ultimo caso c'è sempre un prezzo da pagare dato dal mancato riconoscimento del tasso iniziale. Che si traduce o in interessi zero, oppure in quello base dato dal tasso offerto sulle giacenze libere. Quindi, prima di una scelta definitiva, è sempre bene farsi quattro conti fermo restando che ai fini dell'ottenimento dei rimborsi dal Fondo Interbancario non c'è distinzione, per il recupero di massimo 100 mila euro a depositante, tra conto deposito a giacenza libera e conto deposito vincolato.