Nel corso del 2013, abbiamo assistito ad una sostanziale e continua riduzione del rendimento dei conti deposito.

Questa tendenza è certamente negativa per i piccoli risparmiatori, per i quali il conto deposito costituisce un valido strumento per investire i propri soldi, nonostante la nuova imposta di bollo introdotta dal Gennaio 2012 dal governo Monti, pari all' 1,5 per mille del valore posseduto, con un minimo di euro 34,20. Si ricordi, infatti, che i conti deposito offerti in Italia sono aderenti al Fondo interbancario di tutela dei depositi: il risparmiatore è quindi posto al riparo dal rischio default che potrebbe riguardare un istituto di credito, almeno entro il limite di 100.000 euro per rapporto. Il rimborso da parte del Fondo di Garanzia dovrebbe avvenire per legge, nel termine di venti giorni, in modo da garantire una maggiore serenità per il risparmiatore che abbia investito i propri soldi nelle casse di una banca in difficoltà finanziaria.

I tassi di interesse, tuttavia, non dipendono né dall'imposta di bollo, né dal contenimento dei costi caratteristici tipici di questi strumenti finanziari. La ragione principale, infatti, è da ricercare in uno scenario economico migliore rispetto a quello dell'anno 2012: lo spread tra titoli di Stato italiani e tedeschi è sceso notevolmente, grazie ad una rinnovata fiducia internazionale verso l'Italia. Un'altra ragione non meno importante è il costo del denaro, che la Banca Centrale Europea mantiene molto basso per cercare di stimolare la ripresa economica.