Evasori di tutta Italia tremate. A partire da oggi entrerà in vigore il redditometro, un nuovo strumento nelle mani dell'Agenzia delle Entrate che servirà per scovare tutte quelle persone che, nonostante dichiarino un reddito da fame, in realtà fanno la bella vita. Nato proprio per evitare lo scempio a cui assistiamo ogni anno quando gioiellieri, professionisti e tantissime altre categorie dichiarano al Fisco di guadagnare meno di un operaio, d'ora in avanti un accordo con le banche permetterà allo Stato di capire chi ha fatto una dichiarazione veritiera e chi invece ha tentato di fare il furbo.

Ma come funziona il redditometro? In pratica i controllori partono dalla dichiarazione dei redditi dell'anno preso in esame, da oggi si comincia dal 2009, e valutano il tenore di vita del contribuente analizzando le spese sostenute attraverso i conti correnti bancari e postali, carte di credito, e attraverso altre operazioni finanziarie come la compravendita di azioni. In questa fase non si analizzano le spese singole, ma solo i saldi, cioè non si vede che Tizio ha comprato una macchina e l'ha pagata X euro, ma solo che Tizio nell'anno ha speso un tot complessivamente, confrontato con il reddito.

Se risultasse uno scarto maggiore del 20% tra quanto dichiarato al Fisco e quanto effettivamente speso, scatteranno i controlli veri e propri. Parlando in termini semplici, se un contribuente dichiara al Fisco di guadagnare 30 mila euro l'anno, ma poi si scopre che ne ha spesi 60 mila, allora suona un campanello d'allarme che porta a maggiori controlli. Da dove sono arrivati questi soldi? Si trattava di risparmi precedenti? Di un regalo da parte di un familiare? O sono frutto di evasione fiscale?

Ovviamente i controlli si faranno a livello familiare perché può darsi che il soggetto in questione guadagni 30 mila euro, ma se anche sua moglie ne guadagnasse 30 mila, allora i conti tornerebbero. In caso di segnalazione, il contribuente sarà chiamato a giustificare questo scarto. Se riuscirà a dimostrare che non si tratta di evasione ma di qualche altra causa, la contesa si chiuderà subito, altrimenti l'Agenzia delle Entrate potrebbe chiedere di pagare, con gli interessi, quello che non era stato versato in precedenza.

Un'ultima precisazione: nel novero delle spese controllate, almeno in una prima fase, non rientreranno le cosiddette "spese correnti". Cibo, bollette, rifornimenti di carburante ecc. non rientreranno nelle spese valutate dall'Agenzia, ma faranno parte dei controlli gli acquisti di auto, case, barche, ed altri tipi di spese "importanti" che segnalano più chiaramente la presenza di un'evasione.