Il Nuovo Redditometro spaventa molti italiani ma, alla fine, il grande strumento dell'agenzia delle entrate non verrà utilizzato con copertura a 360 gradi. La rassicurazione arrivata da Attilio Befera, però, non lascia tranquille diverse persone, attanagliate dalla paura che il redditometro possa colpire i piccoli lasciando perdere i grandi capitali sommersi.

In questo clima di incertezza sono poche le certezze. La prima riguarda la fatidica soglia del 20%, già nominata ed esplicitata in passato. Nel primo periodo l'agenzia delle entrate opererà i controlli più rigidi su coloro i quali presentano squilibri importanti fra quanto hanno effettivamente guadagnato e quanto hanno effettivamente speso. E la soglia di differenza è esattamente quella del 20%. I primi controlli scatteranno dunque su questa categoria di persone: se verranno individuate incongruenze legate ad evasione o elusione scatterà la multa salata.

La situazione potrebbe cambiare nel caso in cui si vada incontro alla ricezione di un'eredità inattesa o all'acquisto o vendita di un bene di valore, fatti che genererebbero un evidente squilibrio. In questi casi l'Agenzia delle Entrate ha stabilito un primo colloquio pacifico con il contribuente, il quale dovrà dimostrare i motivi degli squilibri verificatisi. L'Agenzia delle Entrate, quindi, farà valere il redditometro soltanto se l'operazione è anomala.

Il Redditometro potrebbe essere utilizzato in maniera differente anche in riferimento al sito geografico. Potrebbe essere utilizzato in maniera più rigida nelle zone con più alta evasione fiscale (Ragusa, Agrigento, Trapani, Catania, Messina, Viterbo, Crotone, Caserta, Latina e Rieti; dati ISTAT) e con maggiore flessibilità nelle zone più "fedeli" (Milano, Bologna, Trieste, Forlì-Cesena, Parma, Ancona, Torino, Padova e Vercelli e Modena; dati ISTAT). Ma non sono escluse sorprese clamorose…