Per chi si occupa di trading forex, settembre è un mese cruciale: dopo i rallentamenti estivi il mercato valutario riprende vigore anche perché gli appuntamenti importanti non mancano. Ad esempio questa settimana del 2-6 settembre vede come protagoniste le Banche Centrali, in particolare la Fed, la BCE, la BoJ (Bank of Japan), la BoE (Bank of England), alle cui dichiarazioni e strategie occorre prestare attenzione per poter analizzare la situazione di euro, dollaro, yen e sterlina.

Le più attese sono probabilmente le prime due, in particolare la Federal Reserve americana, visto che già da parecchie settimane si aspetta con trepidazione di sapere se ci sarà il tanto atteso tapering, cioè l'allentamento delle forti politiche monetarie espansive a sostegno dell'economia statunitense tramite il quantitative easing (acquisto di titoli). Dopo conferme e smentite succedutesi una dietro l'altra, le ultime indiscrezioni ci dicono che sì, ci sarà il tapering e infatti già il dollaro è tornato a rafforzarsi, in specie sull'euro, portando il cross EUR/USD ai minimi da luglio.

Subito dietro, come appare ovvio, l'attesa è per le decisioni della Banca Centrale Europea, anzi le non-decisioni, visto che il presidente Mario Draghi ha già annunciato tempo fa che verranno mantenute le politiche espansive di sostegno all'economia europea ancora per un bel po' (nel forex ciò porta in genere ad un indebolimento della moneta, ma come sappiamo è anche per puntellare l'economia e dare quindi sicurezza per il futuro: un anno e mezzo fa, con tassi di interesse più bassi ma con la crisi del debito nel suo pieno, l'euro era molto più debole). Dunque mercoledì 5 settembre ci si attende che il costo del denaro (il tasso di rifinanziamento principale) rimanga allo 0,50%, minimo storico, confermando il leggero trend al ribasso dell'EUR/USD intorno a quota 1,30.

Sia l'economia dell'Eurozona che quella britannica danno accenni di ripresa (meno che quella statunitense: ma le incognite su tutte e tre rimangono molte, anche per fattori economici e politici internazionali), ma come la BCE anche la Bank of England si presume con convinzione che manterrà i tassi di interessi fermi allo 0,50%.

Anche la Bank of Japan si riunirà giovedì 5 settembre, come la BCE e la BoE, e come le corrispettive europee non ci si attende che muti rotta deviando dalle decise politiche monetarie espansive per indebolire lo yen ed incentivare così le esportazioni, vitali per l'economia giapponese. Dunque si prospetta che i tassi di interesse verranno lasciati ai valori attuali, prossimi allo zero.

In definitiva le attese maggiori sono per le decisioni della Fed statunitense, che se davvero allentasse le sue politiche monetarie espansive a sostegno dell'economia americana darebbe uno scossone ai mercati internazionali ed al forex in particolare (per quel che riguarda i cross col dollaro chiaramente). Ma la cosa non è però così scontata come alcuni credono: staremo a vedere in questi giorni.