Continua la vicenda di Banca Marche, commissariata da Bankitalia per problemi di bilancio (ma ad ora non sembra ci sia alcun rischio per i titolari di un conto corrente o di un conto Deposito Sicuro): finalmente i sindacati dei lavoratori sono stati invitati nelle sedi politiche per partecipare alle discussioni sul futuro di Banca Marche.

Fabio Badiali, presidente della Commissione Attività produttive della Regione Marche, ha esortato i sindacati aziendali attivi in Banca Marche, ovvero Fiba Cisl, Dicredito, Fisac Cgil, ad ascoltare l'audizione che si terrà nella sede dell'Assemblea Legislativa marchigiana. L'Assemblea ha come obbiettivo primario la discussione della gestione provvisoria data alla Banca d'Italia dell'istituto di credito Banca Marche.

Promotori dello sciopero dei lavoratori di Banca Marche avvenuto lo scorso 30 Agosto, i tre sindacati hanno proposto nei giorni scorsi alla Regione di occuparsi della proposta del Governo di emettere un prestito straordinario, favorendo cosi il consolidamento patrimoniale di Banca Marche. I sindacati hanno chiesto inoltre un incontro urgente a Gian Mario Spacca e Vittoriano Solazzi, rispettivamente governatore della Regione Marche e presidente del consiglio regionale, per discutere del destino, delle prospettive, dell'integrità, dell'autonomia di Banca Marche.

Un'altro invito a "metterci la faccia" che arriva sempre dai sindacati e che chiedono di tranquillizzare "i 500.000 clienti sulla neutralità del loro operato e sulla tenuta della banca", e di "fare scudo" ai lavoratori di rete, è rivolto questa volta ai due commissari Feliziani e Terrinoni incaricati della provvisoria gestione dell'istituto di credito da Bankitalia.

I sindacati fanno sapere: "la preoccupazione è per tutti i colleghi di rete che, recependo l'ordine commissariale del 2 settembre scorso, stanno cercando di trattenere una raccolta che, ogni giorno di più, rischiano di perdere a seguito dell'azione martellante dei media locali e nazionali"; concludono poi dicendo: "Se è vero che i commissari hanno il compito di mettere la Banca in sicurezza riportandola nell'alveo di una sana e prudente gestione, è altrettanto vero che non possono tirarsi indietro rispetto ad un possibile e forte intervento sui mezzi di informazione che ci metta concretamente al sicuro, tacitando le voci di tutti quegli sciacalli che ci vorrebbero ridurre in brandelli", affermazioni che arrivano da Fabi e Uilca .