In questo periodo i conti deposito hanno rendimenti che sono inferiori rispetto al recente passato, quando le turbolenze sui mercati finanziari internazionali spingevano le banche premere l'acceleratore su questi prodotti per il risparmio gestito proponendo tassi di interesse che, ai momenti migliori, toccarono pure il 5% lordo annuo per vincoli di 12 mesi. La situazione è ora mutata e come potete leggere per esempio in I migliori conti deposito a 24 mesi, anche con lunghi periodi di vincolo non si arriva più a simili rendimenti.

Ma i conti deposito comunque sono adesso come prima tra gli strumenti più facili, sicuri e garantiti per i risparmiatori: non fatevi impressionare dalle recenti vicissitudini di Banca Marche di cui tanto si sta parlando, certamente negative ma non indicative di tutto il settore; in ogni caso si ha la copertura fino a 100.000 euro da parte del Fondo di Tutela Interbancaria.

I tassi di interesse dei conti deposito sono in calo perché la situazione finanziaria europea è stabile ma necessitante di un costo del denaro (tasso di rifinanziamento principale) a livelli bassi, come la BCE diretta da Mario Draghi ha confermato di voler tenere ancora per un certo periodo di tempo e rendendo così meno necessario alle banche il reperire liquidità dal mercato retail, le quali stanno abbassando i tassi di interesse e riducendo le promozioni dei conti deposito anche perché ancora stanno pagando quelli attivati nel periodo precedente a condizioni migliori (per i clienti).

Per fare qualche esempio, il Conto Arancio di ING Direct propone ora un tasso lordo annuo del 2,4% per vincoli di 12 mesi (come il conto deposito CheBanca!) e del 2,80% annuo per 60 mesi, mentre il Conto deposito Rendimax di Banca Ifis, notoriamente tra i più remunerativi, ha ridotto i rendimenti annui per vincoli di 12 mesi al 2,25% nella versione svincolabile, al 2,75% per quella non svincolabile. Si segnala invece il Conto deposito inMediolanum di Banca Mediolanum, proposto con un tasso annuo lordo leggermente superiore alla media e abbinato ad un concorso a premi.

Sul mercato dei titoli di Stato ci sono Btp italiani con rendimenti netti annui del 3,5%, come ci sono obbligazioni bancarie che hanno interessi maggiori dei conti deposito, ma i problemi di questi strumenti sono il rischio più elevato ed una gestione alle volte più complessa. Dunque si consiglia, come spesso in queste situazioni, di diversificare il proprio portafoglio.