Nella giornata di ieri l'euro si è mantenuto stabile rispetto al dollaro nel mercato forex (anche se rispetto alla settimana precedente è andato più volte sotto quota 1,3500), in un mercato in cui i cambiavalute avevano largamente anticipato la vittoria della cancelliera Angela Merkel alle elezioni legislative in Germania.

La Merkel ha ottenuto domenica un terzo mandato di fila di cancelliera, sfiorando la maggioranza assoluta al Bundestag. La cancelliera ha offerto al partito conservatore, la CDU, il suo risultato più elevato dalla riunificazione del paese nel 1990 con il 41,5% dei voti, in aumento di 7,8 punti rispetto all'ultima elezione nel 2009. Il partito conservatore ha di gran lunga superato il partito socialdemocratico (SPD) al 25,7% (+2,7), un risultato vicino a quello più basso della storia dal partito, quello di quattro anni fa. Resta un'incognita la composizione del governo di coalizione che realizzerà la Merkel, ma il nuovo governo non dovrebbe provocare cambiamenti politici importanti in Europa.

Gli investitori hanno digerito peraltro la pubblicazione lunedì di un nuovo indicatore europeo incoraggiante. In effetti, l'attività privata ha continuato ad evolversi nel mese di settembre nella zona euro, col raggiungimento da parte dell'indice PMI composito del suo più alto livello da più di due anni.

Il dollaro è rimasto tuttavia sotto pressione, dopo aver subito un duro crollo mercoledì in seguito all'annuncio della Riserva Federale americana di voler mantenere le sue iniezioni di liquidità intorno agli 85 miliardi di dollari al mese, una misura destinata a mantenere i tassi bassi e a favorire la ripresa economica ma che ha anche come effetto quello di diluire il valore del biglietto verde. Questo status quo aveva sorpreso gli investitori, che si aspettavano una piccola riduzione di questi aiuti.

L'incremento del biglietto verde è rimasto più limitato dal dibattito in corso sulle finanze degli Stati Uniti mentre si profilano due date limite: l'inizio dell'esercizio fiscale del 2014 il primo ottobre, data entro la quale nuovicrediti devono essere votati, e la metà di ottobre, quando dovrà essere raggiunto il "tetto" legale del debito federale.

Il Brent del Nord si mantiene al di sopra dei 109 dollari al barile, dato che le cifre positive della crescita in Cina e nella zona euro promettono un aumento della domanda di petrolio, ma gli intervenienti sono prudenti aspettando si saperne di più sulle intenzioni della Fed per quanto riguarda i suoi riacquisti di attivi.

CAMBIO EURO - DOLLARO

Il tasso spot sosta al limite superiore del suo canale ribassista medio termine a 1.3540. Una rottura di questo livello gli permetterebbe di liberare un potenziale importante determinando una tendenza rialzista. Secondo quanto appurabile dagli avvenimenti precedenti, il mercato potrebbe, non appena il tasso spot avrà rotto la sua resistenza arrivare sino 1.3540 con primo obiettivo 1.3600 poi 1.3620. Una rottura di 1.3520 invaliderebbe questo scenario. Al momento la quotazione del cross finanziario è di 1,3480, dunque potrebbe essersi innescata la fase di recupero del dollaro sull'euro