I controlli dell'Agenzia delle Entrate, basati sull'incrocio dei dati provenienti dall'anagrafe dei conti correnti (e dei conti deposito, delle carte di credito, dei prodotti per il risparmio gestito e gli investimenti), delle dichiarazioni dei redditi e del Redditometro, sono ormai pronti al via: tra pochi giorni il Fisco si metterà al lavoro ma già ora sono pronte le prime liste selettive di contribuenti che avrebbero superato di molto il limite del 20% tra le entrate dichiarate e le uscite registrate.

In concreto, si stima che l'Agenzia delle Entrate sia pronta ad inviare tra i 35.000 ed i 40.000 questionari di verifica fiscale, che andranno compilati con estrema attenzione e precisione da parte di chi li riceverà, così che nel caso sia tutto regolare si fermi immediatamente il processo di verifica del Fisco. Per alcune indicazioni in merito potete leggere la guida Controlli fiscali e nuovo redditometro.

Ma cosa succede nel caso che la compilazione del questionario, centrato sui redditi del contribuente, sui dati del conto corrente o di altri rapporti finanziari con vari istituti di credito e di investimento, sulle proprietà immobiliari, su quanto speso per la casa, l'auto, la salute… non sia sufficiente a fugare i dubbi delle autorità fiscali? Si passa alla fase del contraddittorio con un funzionario dell'Agenzia, per ulteriori verifiche, per accertare che le uscite siano state finanziate con mezzi legali.

Precisiamo che per individuare quali siano i contribuenti più a rischio di "evasione fiscale" tra quelli che hanno superato la soglia del 20% per l'anno 2009 (il primo sotto le maglie del Fisco, quelli successivi saranno analizzati in seguito), l'Agenzia delle Entrate si baserà su "situazioni e fatti certi, della concreta disponibilità di beni di cui l'amministrazione possiede informazioni, del reddito complessivo dichiarato dalla famiglia", dati sui quali saranno centrate le domande dei questionari inviati.