Mercoledì 30 Ottobre, Roma, Palazzo della Cancelleria: va in scena l'89^ Giornata Mondiale del Risparmio e, per l'occasione, l'Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio (Acri) ed Ipsos Italia - società operante nel settore delle ricerche di mercato e specializzata nella raccolta individuale di informazioni - hanno presentato un'interessante indagine riguardante le abitudini di investimento e di risparmio degli italiani.

L'indagine, realizzata attraverso circa 1000 interviste telefoniche ed arricchita dai dati congiunturali prodotti dall'ISTAT, ha messo in evidenza come più italiani siano timidamente riusciti a "mettere soldi da parte" (dal 28% del 2012 al 29% del 2013) mentre, sul fronte delle abitudini di investimento, le tendenze si sono completamente rovesciate.

Si registra, infatti, un aumento del 23% nel numero dei possessori di libretti di risparmio e conti deposito, a fronte di un calo dell'8-9% dei possessori di azioni e titoli di Stato. Il maggiore trend negativo, però, lo fanno segnare gli investimenti nel mattone, con un letterale crollo dal 70% del 2006 al 29% del 2013, dato più basso in assoluto dal 2011.

L'aumento della tendenza al risparmio degli italiani, inoltre, ben si sposa col tema principale della Giornata - "Il risparmio volano della ripresa produttiva" - e si pone in linea con i principali elementi congiunturali maggiormente evidenziati dall'inizio della crisi oggi, quali il calo dei consumi e il radicale peggioramento del tenore di vita delle famiglie del Bel Paese.

Gli italiani non "consumano", bensì preferiscono risparmiare e garantirsi maggiore tranquillità: comportamento che trova conferma nella mancanza di fiducia che, giovani in testa, si riversa nell'uscita dalla crisi, per cui 3 intervistati su 4 ritengono "ci vogliano almeno 3-4 anni".