Continuiamo a fornire aggiornamenti su Banca Marche in quanto è sempre più vicina la data del 27 ottobre, quando potrebbe scattare il vero e proprio commissariamento da parte di Bankitalia (ad ora Banca Marche è in gestione controllata da parte dei commissari di Via Nazionale). In questi giorni si hanno voci di un interessamento da parte di una cordata di imprenditori, forse anche delle banche Bnl Bnp Paribas e Bayerische Landesbank, ma ci sono i sindacati che invece preferirebbero altre soluzioni come per esempio i Letta Bond.

I Letta Bond sono, usando le stesse parole dei rappresentanti dei sindacati attivi in Banca Marche, uno strumento che ad oggi non esiste ma di cui si ha forte necessità per salvare l'istituto, che bisogna di un aumento di capitale da 400 milioni come la Banca d'Italia richiede.

L'autonomia di Banca Marche va preservata il più possibile secondo Fiba-Cisl, Fisac-Cgil e Dircredito, che si contrappongono però a Fabi e Uilca: ecco perchè i tre sindacati sono contrari all'ingresso di soci imprenditoriali o provenienti da altre banche per un aumento di capitale che, secondo loro, porterebbe solo ad un rafforzamento patrimoniale e ad un piano industriale "liquidatori per l'azienda e devastanti sotto il profilo sociale".

Contrario ai Letta Bond è il governatore della Regione Marche, Gian Mario Spacca, che afferma: "l' utilizzo di questi strumenti comporta vincoli molto forti per l'istituto di credito che ne beneficia, che vede la propria libertà di azione fortemente condizionata"; i sindacati però ribattono che i Letta Bond ancora non esistono ed è inutile criticarli ora: d'altra parte si tratterebbe di strumenti simili ai Monti Bond che hanno aiutato Monte Paschi Siena e come dichiarato a Cronache Maceratesi "non è vero che i Letta Bond sarebbero uno strumento oneroso, il cui utilizzo per 200 miloni di euro, immaginando un tasso di interesse simile ai Monti Bond del 10%, sarebbe risibile considerando che Banca Marche ha circa 12-13 miliardi di euro di denaro a prestito a un tasso molto più basso. In quest'ottica globale, l'impatto sul margine finanziario sarebbe risibile. In secondo luogo, è difficile comprendere quali vincoli verrebbero posti all'attività dell'istituto se non un maggior controllo dello stato sulla gestione della banca".

Giusto oggi le ultime notizie su Banca Marche informano di una cordata di imprenditori, coordinata da Paolo Tononi e che avrebbe ad ora disponibilità per 150 milioni di euro: il gruppo sta cercando nuovi soci e tra questi si dice che possa essere interessata l'italo-francese Bnl Bnp Paribas o anche la tedesca Bayerische Landesbank, praticamente una banca pubblica visto che al 94% è detenuta dalla Baviera, tra i principali Land della Germania.

Per quelli di voi che avessero un conto corrente o un conto deposito presso l'istituto, diciamo che la situazione ad ora non appare comunque disastrosa e si prospetta comunque un salvataggio, ma in ogni caso potete leggere Tutele in caso di fallimento bancario.