Il Fondo monetario internazionale, ritiene che il metodo migliore per ridurre il debito pubblico nell'eurozona, è quello di imporre un prelievo forzo del 10% sui conti correnti bancari.Riappare così a pochi mesi di distanza lo spettro del modello Cipro, dove per evitare il default, a marzo è stato imposto il prelievo forzoso del 38% su conti superiori a 100 mila euro. Eppure tutti in quell'occasione assicurarono che le decisioni adottate a Cipro, non sarebbero diventate un precedente per l'Europa. Agli italiani torna alla mente anche quella famosa notte tra il 9 e il 10 luglio del 1992, quando il Governo Amato operò un prelievo forzoso sui conti dei risparmiatori. Ad incutere timore, è un report del Fondo Monetario Internazionale denominato 'Monitor delle finanze pubbliche'. Secondo quanto riportato da yahoo finanza, per il Fmi il rimedio migliore per ovviare al fallimento della moneta unica è il 'temporaneo' prelievo forzoso del 10% sui conti correnti bancari dei 15 paesi dell'eurozona. Da un lato bisogna sicuramente prendere atto del fatto che la soluzione del prelievo forzoso, toccando i conti dormienti, eviterebbe di continuare a tartassare le imprese con l'inevitabile riduzione delle buste paghe. Ma non va taciuto, che ancora una volta, a pagare il prezzo di politiche finanziarie e monetarie sbagliate, adottate dai vertici dell'Unione Europea, sono i cittadini. Per l'Italia il discorso è ancora più triste e complicato, visto il continuo inasprimento della pressione fiscale a cui si è sottoposti per sanare il 'nostro' debito pubblico, frutto della crisi politica e economica nella quale il paese è da diverso tempo arenato. C'è da dire che per ora si tratta solo di un'ipotesi, che tuttavia secondo molti esperti appare fattibile.