La matematica non è un'opinione eccetto che per il costo medio annuo di gestione di un conto corrente bancario. Questo perché, rispetto ai dati indicati dalla Banca d'Italia, che ha rilevato per il 2012 un costo medio annuo di 101 euro per un conto, nella realtà le spese che i correntisti devono sostenere sono decisamente più alte.

A rilevarlo è stata la Federconsumatori che, prendendo a riferimento il mese di luglio del 2013, ha preso in considerazione il costo medio di gestione di un conto corrente rientrante nella categoria/profilo a bassa operatività. Ebbene, anche a carico dei correntisti che movimentano poco il conto corrente bancario i costi di gestione annui sono di gran lunga superiori ai 101 euro sopra citati.

Questo considerando i costi dei conti correnti presso dieci tra le più importanti banche operanti in Italia, da UniCredit a Bnl e passando per Intesa Sanpaolo e la Banca Popolare di Vicenza. Il parametro di riferimento è quello rigoroso dato dall'Isc, l'Indicatore sintetico di costo, che non combacia in base al Rapporto della Federconsumatori con i numeri forniti dalla Banca d'Italia.

Chi ha allora ragione? Ebbene, secondo l'Associazione dei Consumatori i costi di gestione medi annui di un conto corrente non solo sono superiori ai numeri di Bankitalia, ma stanno anche aumentando a carico della clientela obbligata ad avere un conto aperto presso un istituto di credito, ad esempio, per l'accredito dello stipendio o della pensione, oppure per pagare le rate di un mutuo o di un prestito.