Siamo tutti consapevoli che aprire un conto corrente vuol dire, in molti casi, accettare tasse e balzelli. Ma quali sono i costi del conto corrente quando si va in rosso?

Aprire un conto corrente, vorrà dire pagare le commissioni bancarie sulle operazioni realizzate (nella maggior parte dei casi), il bollo, ma occorre fare particolare attenzione ai costi sullo scoperto.

Lo scoperto è un tema molto importante nella questione banche in Italia. Le cifre da corrispondere, anche per un solo giorno di scoperto, sono davvero elevate. Il correntista si dovrà barcamenare tra commissioni bancarie sullo scoperto ed tassi di interesse relativi.

Lo scoperto di cassa ed il fido

Lo scoperto di conto corrente è una forma di finanziamento che le banche concedono ai propri clienti, sia persone fisiche che persone giuridiche. Si ricorre a questo particolare finanziamento quando ci si trova in carenza di liquidità in famiglia. Il fido viene concesso dalla banca e potrà essere utilizzato dal cliente, quando ne avrà bisogno.

Il cliente che non ha liquidità sul proprio conto, sarà autorizzato a fare di prelievi di cassa, ad emettere assegni e tante altre operazioni bancarie. Ma attenzione, la banca fisserà un tasso di interesse, solitamente molto elevato. Gli interessi che si pagheranno saranno solo quelli relativi alla somma effettivamente utilizzata.

Sul fido si paga ogni trimestre la Cdf, commissione disponibilità fondi, ex Commissione di massimo scoperto, pari al massimo al 2% annuo. Il provvedimento Salva banche ha introdotto una Commissione d'istruttoria veloce se si va in rosso saltuariamente. Se si va in rosso senza avere un fido si paga la Civ.

Per legge questa non si applica se nel trimestre si va in rosso solo una volta e per un massimo di 500 euro. Anche e soprattutto se si rientra sullo scoperto in sette giorni.