Grandi cambiamenti in questo periodo per chi ha un conto corrente in Svizzera, in particolare i cittadini stranieri che hanno deciso di depositare le loro liquidità presso una banca della Confederazione: dal 1° novembre infatti cambiano le norme sul segreto bancario, elemento che da sempre contraddistingue appunto la situazione dei conti in Svizzera e che ha spinto molti ad usufruire dei servizi degli istituti elvetici.

UPDATE: nell'articolo Fine del segreto bancario in Svizzera? Non ora ulteriori importanti specificazioni sull'argomento.

Non solo però la quasi fine del segreto bancario in Svizzera merita di essere segnalato in quanto da gennaio 2014 un'altra grande novità riguarderà i conti correnti svizzeri, ovvero l'introduzione di una patrimoniale per rimpinguare il Fondo per i sussidi di disoccupazione, come potete leggere nell'articolo Patrimoniale sui conti correnti in Svizzera.

Ma diamo ora i dettagli di quella che per molti risulta essere una rivoluzione epocale, la fine del segreto bancario sui conti correnti in Svizzera, decisione presa dal Consiglio Federale Svizzero il 9 ottobre e che consentirà alle autorità finanziare straniere di ottenere informazioni dalle banche elvetiche sui correntisti esteri che hanno rapporti con gli istituti di credito.

La Svizzera si è quindi piegata alle sempre più pressanti richieste provenienti da molti Stati, sempre più intenzionati a far sì che i cittadini dichiarino i capitali nei paesi di origine; così dichiara l'agenzia Swissinfo: "La revisione parziale della legge sul riciclaggio di denaro che conferisce all'ufficio Mros (l'autorità preposta alla lotta al riciclaggio di denaro) la competenza di comunicare a partner stranieri numeri di conti bancari entrerà in vigore il primo novembre. La Svizzera invierà sotto forma di rapporto numeri di conto, informazioni su transazioni di capitali o saldi di conti attualmente coperti dal segreto bancario o d'ufficio".

Che la situazione dei conti correnti all'estero e della fuoriuscita dei capitali stia cambiando, e non di poco, lo testimoniano anche le parole di Fabrizio Saccomanni, ministro dell'Economia, che dichiara: "Vogliamo presentare una norma permanente per il rientro dei capitali dall'estero che favorisca il contribuente leale e punisca quello sleale. Il clima internazionale è cambiato e si va verso uno scambio automatico dei dati: chi ha portato soldi all'estero si troverà in una situazione molto peggiore di adesso".

Ma in ogni caso, se è vero che le autorità potranno domandare alle banche svizzere se una persona fisica ha un conto corrente presso di loro, questo non vuol dire che l'anonimato dei grandi capitali sia sul punto di scomparire: un normale cittadino con un conto in Svizzera in genere lo dichiara al Fisco, sono pochissimi quelli che non lo fanno, il problema però riguarda e continuerà a riguardare le società anonime basate in paradisi fiscali (ad esempio le Isole Cayman) con un conto corrente svizzero.