In Italia il 44% dei migranti per scegliere una banca rispetto ad un'altra, anche per ragioni di convenienza, si basa sul passaparola. Questo è quanto emerso, tra l'altro, da un Rapporto che nell'ambito del Forum CSR 2013 è stato presentato a cura dell'Osservatorio Nazionale sull'Inclusione Finanziaria dei migranti.

Nel corso dell'evento, che è stato organizzato dall'Associazione Bancaria Italiana (ABI), è emerso che a livello familiare, includendo anche le Poste Italiane, il 26% dei migranti possiede più di un conto corrente così come il 30% dei correntisti per scegliere il prodotto più congeniale ha avuto rapporti con altre banche rispetto a quella abituale.

Non a caso il 51% del campione dichiara di scegliere la banca andando a valutare quella che è la convenienza dell'insieme dei prodotti e dei servizi offerti. E per quel che riguarda il risparmio dei migranti, il 66% di questo rimane oramai in Italia rispetto alla quota che invece viene spedita ai familiari nel Paese di origine.

In base agli ultimi dati consolidati a disposizione, in Italia includendo anche i conti correnti cointestati ci sono ben 2.264.900 cittadini immigrati che sono titolari di un conto corrente mentre 580.900 circa sono quelli che non hanno il conto corrente, ma sono comunque in possesso di un carta PostePay di Poste Italiane, oppure di una carta prepagata evoluta, quella con l'Iban che permette comunque al titolare di fare e ricevere bonifici e, tra l'altro, anche di accreditare lo stipendio o la pensione.