Martedì l'euro ha conosciuto un calo, nel momento in cui sembra sia stato trovato un compromesso sul bilancio negli Stati Uniti, a due giorni dalla data a partire dalla quale il paese si esporrebbe al rischio di un default di pagamento. Gli eletti americani hanno affermato lunedì che un compromesso è a portata di mano e potrebbe essere rivelato martedì.

Dopo giorni di blocco, il presidente della maggioranza democratica al Senato, Harry Reid, e il dirigente della minoranza repubblicana, Mitch McConnell, hanno moltiplicato i discorsi ottimisti, facendo riferimento ad una soluzione rapida al doppio stallo sul bilancio e al rialzo del limite legale del debito. La Casa Bianca ha condiviso l'ottimismo, secondo un responsabile sotto anonimato, ma resterebbero interrogativi su eventuali resistenze repubblicane, al Senato ma soprattutto alla Camera dei rappresentanti, dove un gruppo di eletti del Tea Party si è mostrato fino ad ora reticente a qualsiasi compromesso.

Il compromesso in gioco dovrebbe includere, secondo diversi media americani, una misura che permetterebbe al Tesoro di continuare a contrarre prestiti fino al 7 febbraio e allo Stato federale, paralizzato dal primo ottobre a causa di un conflitto di bilancio, di riaprire interamente fino al 15 gennaio. In cambio, i democratici offrirebbero concessioni su alcuni aspetti della legge di riforma del sistema della sanità. Inoltre sarebbero immediatamente condotte negoziazioni di bilancio formali tra Senato e Camera, relativamente al resto dell'anno 2014.

La pubblicazione a fine mattinata di un indice ZEW del sentimento degli investitori in Germania al suo più alto livello da tre anni e mezzo sostiene allo stesso modo la tendenza in Europa. In effetti quest'ultimo è risultato a 52.8 mentre il consensus si aspettava un 49.6. Quanto alle cifre americane l'indice Empire state manifacturing è risultato molto al di sotto delle attese: il consensus si aspettava un 7.0 mentre è risultato a 1.52. Il Brent, che risente sempre della progressiva risoluzione delle tensioni tra Iran e Occidente, è passato sotto la barra dei 110,50 dollari al barile. Le negoziazioni sul programma nucleare iraniano, le prime dall'arrivo al potere a Teheran di un presidente considerato moderato, sono riprese a Ginevra dopo un'interruzione di sei mesi.

Analisi tecnica: il tasso spot fluttua in un trading range a mediotermine riportandosi sulla resistenza intermedia a 1.3535 lasciando intuire un ribasso. Una rottura di tale livello gli permetterebbe di raggiungere il limite superiore del suo trading range a 1.3595. Secondo gli avvenimenti precedenti, il mercato indica un'opportunità rialzista non appena il tasso spot avrà rotto la sua resistenza a 1.3535 con primo obiettivo 1.3595 poi 1.3620. Una rottura di 1.3515 invaliderebbe questo scenario.