Il Consiglio dei Ministri del governo Letta ha varato ieri 15 ottobre la Legge di Stabilità: tra le misure atte a reperire i fondi per le evitare i vari tagli preventivati e trovare i soldi c'è l'aumento dell'imposta di bollo per i conti deposito ed altri prodotti finanziari di investimento. Scongiurato invece l'aumento della tassazione sulle rendite finanziarie.

Dunque chi ha un conto deposito in banca o in Posta, o anche per esempio dei buoni fruttiferi, vedra passare l'imposta di bollo dallo 0,15% allo 0,2% delle liquidità depositate a partire da gennaio 2014. Per la precisione si tratta dell'imposta di bollo per le comunicazioni periodiche ai clienti per quel che riguarda "prodotti finanziari anche non soggetti ad obbligo di deposito, ivi compresi i depositi bancari e postali, anche se rappresentati da certificati".

Si tratta della cosiddetta mini-patrimoniale in quanto è un'imposta che appunto si paga in percentuale a quanto si ha investito: il governo Monti l'aveva fatta aumentare dallo 0,10% allo 0,15% a partire dal 2012, ora il governo Letta la alza allo 0,2%.

Probabilmente il numero delle banche che pagano l'imposta di bollo al posto del cliente si ridurrà ancora, visto che col precedente aumento già si era ridotto.

Invece, contrariamente alle previsioni, la tassazione sulle rendite finanziarie, ovvero sugli interessi maturati da redditi da capitale in prodotti come appunto i conti deposito ma anche i conti correnti e gli investimenti, rimane ferma al 20% (quota fissata a suo tempo dal governo Berlusconi che la fece scendere dal precedente 27%), mentre quella sui frutti da contratti di assicurazione rimane al 12,50%.