Chi ha un conto corrente in Svizzera, cittadino straniero o elvetico che sia, si prepari ad un prelievo forzoso dell'1% se la liquidità è superiore ai 250mila euro (ovviamente convertiti in franchi svizzeri): le autorità di Berna hanno infatti deciso l'introduzione di questa patrimoniale a partire dal 1 gennaio 2014.

La misura dell'1% è stata decisa in quanto l'introduzione di questa imposta sui conti correnti in Svizzera è stata ovviamente oggetto di forti dibattiti e di scontri parlamentari, che hanno visto soprattutto l'Udc, partito di destra, essere fortemente contrario ed i Verdi che all'opposto chiedevano un prelievo del 2,2%.

Ma perchè in Svizzera si è giunti a questa svolta epocale? Quali sono i motivi che hanno spinto le autorità elvetiche ad imporre una così elevata patrimoniale per i conti correnti più ricchi? Non una misura d'emergenza una tantum come si ipotizza possa venire introdotta a livello europeo (cfr l'articolo Prelievi del 10% da tutti conti?), ma una regolare imposta da pagare sempre.

Lo scopo è semplicemente quello di risanare un disavanzo da 4 miliardi di franchi, raccogliendone circa 100 milioni all'anno, così da portare entro una quindicina di anni il Fondo per gli ammortizzatori sociali ai disoccupati in pareggio.

Da sottolineare che in Svizzera il tasso di disoccupazione attuale, che ha portato appunto ad una crescita esponenziale (per i parametri elevetici consueti) delle richieste di sussidi, è del 3%: un'inezia rispetto al 12% dell'Italia, ma comunque il triplo degli standard consueti della Confederazione fino agli anni '90.