In caso di fallimenti bancari chi ha un conto corrente o un conto deposito è tutelato fino a 100.000 euro dal Fondo Interbancario, oltre tale cifra invece non ci sono garanzie particolari e nel caso che la banca fallisca (o, come nel caso Cipro, sia tutto il sistema finanziario che va a rotoli), i rischi di perdere buona parte se non tutti i propri risparmi e investimenti purtroppo ci sonoè, anche se i casi sono rari. Dobbiamo però rendere conto di quanto ha affermato Joerg Asmussen, membro del board della Banca Centrale Europea, che ipotizza per il futuro maggiori possibilità di prelievi dai conti dei risparmiatori per il salvataggio delle banche in difficoltà

Doverosa precisazione: per ora almeno, nessun allarmismo! Sotto i 100.000 euro conti correnti e conti deposito sono al sicuro, sopra tale somma i prelievi forzosi avvengono in casi di estrema gravità come a Cipro, dunque stiamo solo informando su quanto dice un importante dirigente finanziario a livello europeo, noto negli ambienti per dire cose che spesso vengono volutamente taciute da altri.

Per queste riflessioni partiamo appunto dal caso Cipro, esempio della nuova modalità di salvataggio di banche e sistemi finanziari nazionali detto bail-in, che in sostanza è a base di fortissimi prelievi (dunque perdite) dai conti correnti e conti deposito dei clienti, nonchè dalle "tasche" degli azionisti delle banche in crisi.

La vicenda di Cipro è stato lo spartiacque, prima mai era accaduto che si arrivasse a prelevare fino all'80% dai conti oltre i 100.000 euro; ma ancora più importante è il fatto, sul quale si è informato il pubblico in maniera assolutamente insufficiente, che tra le richieste dell'UE per il salvataggio del sistema bancario di Cipro ci fosse anche quella di prelievi dai conti correnti e deposito sotto i 100.000 euro: proposta bocciata poi dall'Assemblea Legislativa di Nicosia, ma rimane che le autorità continentali abbiano pensato anche a questo.

Precisiamo ulteriormente che comunque la situazione cipriota era alquanto grave e che l'economia dell'isola si basa soprattutto sul sistema finanziario e sui depositi bancari, in particolare di cittadini stranieri.

Al bail-in si contrappone ilbail-out, ovvero il salvataggio degli istituti tramite le tasse pagate dai contribuenti, il che pone altri problemi che ovviamente partono dalla domanda "perchè deve pagare anche chi non ha a che fare con la banca in questione?". Domanda giusta se appunto si tratta di un caso singolo, dunque per il quale il bail-in (anche sui conti sotto i 100.000 euro) potrebbe avere un senso che parte dalla considerazione che un risparmiatore-investitore deve informarsi su dove mette i propri soldi e dunque evitare le situazioni più a rischio, ma se fosse invece il caso di un intero sistema finanziario di uno Stato ad essere in pericolo, come a Cipro? Ma qui siamo nel campo delle ipotesi davvero più pessimistiche (ma non impossibili al 100% purtroppo).

Chiudiamo ribadendo che ad ora non ci sono allarmi da lanciare ma solo delle riflessioni da fare, ma anche precisando che comunque uno Stato può sempre decidere di imporre nuove tasse o alzare quelle già esistenti sui conti correnti, i conti deposito e quant'altro, come nel 1992 fece il governo Amato e anche nel 2012 il governo Monti, che ha alzato dallo 0,10% allo 0,15% delle liquidità l'imposta di bollo sui conti deposito, i buoni fruttiferi ed altre tipologie di investimenti.